Si del Cts alla riapertura delle scuole superiori

In vista della riapertura delle scuole prevista per domani, il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato urgentemente il Comitato tecnico scientifico per discuterne la possibile gestione. Secondo il Dpcm attualmente in vigore gli studenti delle scuole superiori che si trovano in zona gialla e arancione dovrebbero tornare nelle classi domani, lunedì 18 febbraio: l’attività didattica dovrebbe riprendere in presenza in una percentuale che va dal 50% al 75%. Ma con i numeri dei contagi ancora alti, i governatori frenano sulla riapertura. Gli esperti del Cts più volte negli ultimi mesi hanno indicato la questione scuola come una «priorità» e in diverse occasioni hanno ribadito la necessità del ritorno in classe degli studenti. La richiesta di esprimere un parere su un eventuale rinvio della didattica in presenza per gli studenti della scuola secondaria, secondo quanto si apprende, sarebbe arrivata in mattinata agli scienziati ai quali però non era stato chiesto alcun parere sulla questione nei giorni scorsi, prima che entrasse in vigore il nuovo Dpcm.

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Scuola, Istituti chiusi e proteste. A Faenza una docente dorme in classe

Continuano le proteste del Comitato Priorità alla Scuola Faenza contro la didattica a distanza, per riaprire le porte delle scuole agli studenti. Ieri, 7 gennaio, come da disposizioni governative, gli studenti delle superiori non sono rientrati in classe, proseguendo così con la didattica a distanza. Fuori dal Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza sono state organizzate 15 ore di didattica in presenza. “Non possiamo più stare ad aspettare che le classi vengano aperte come se questo fosse una concessione”, sono state le parole della professoressa Gloria Ghetti, fra le anime a livello nazionale del comitato “Priorità alla scuola”. Così l’insegnante, munita di sacco a pelo e con tanti libri portati da casa, ha iniziato un’occupazione simbolica per ribadire “quanto sia importante per studenti, docenti e famiglie tornare a scuola”

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Covid, Il governo pensa ad un provvedimento ponte dal 7 al 15 gennaio

In vista della scadenza del decreto natalizio, si sta pensando ad un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio. È una delle ipotesi che, a quanto si apprende, sarebbe stata sul tavolo del vertice di governo appena concluso. Non si esclude che tale provvedimento contenga misure, che saranno applicate a livello nazionale, aldilà del sistema delle fasce. Inoltre il ministro della Salute Roberto Speranza ha programmato nelle prossime ore un incontro con il Comitato tecnico scientifico e con i membri della Cabina di regia per il monitoraggio regionale.

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