Chi è Lello Ciampolillo, il senatore che ha salvato il governo

Il voto al fotofinish al Senato di Lello Ciampolillo ha aiutato il premier Giuseppe Conte a ottenere la fiducia a Palazzo Madama. Il nome del senatore era fino a ieri poco conosciuto, ora spopola sul web e sui giornali. Alfonso Ciampolillo, detto Lello, ex-M5S del gruppo Misto, è nato a Bari il 2 Febbraio 1972. Alle elezioni amministrative del 2009 è stato il candidato dei pentastellati per la carica di sindaco di Bari dove ha ottenuto appena 749 voti, pari ad appena lo 0,4% dei consensi. Nel 2013 è stato eletto senatore della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Puglia per il Movimento 5 Stelle, divenendo il 7 maggio dello stesso anno membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) e dal 5 giugno di quella per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Viene rieletto al Senato nel 2018. Il 31 gennaio 2020 viene espulso dal partito al termine dell’istruttoria sui mancati rimborsi.

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Governo, Potrebbe essere Cartabia il nuovo presidente del Consiglio

Dopo la conferenza stampa ieri sera del leader di Italia viva, Matteo Renzi, l’Italia si trova ora ad affrontare una vera e propria crisi di governo. Quale sarà il destino di Giuseppe Conte è ancora difficile da decifrare, ma dalle indiscrezioni di Palazzo, spunta quelli che potrebbero essere i probabili successori dell’attuale premier. Da tempo il nome più chiacchierato a riguardo è quello di Mario Draghi, ma per le voci che serpeggiano tra i corridoi di Palazzo la strada più percorribile sarebbe quella che porta a Marta Cartabia, fino allo scorso settembre presidente della Corte Costituzionale. Potrebbe essere lei incaricata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a guidare un governo istituzionale se verranno a mancare i numeri al Conte bis e non riuscirà a superare l’Epifania a causa del braccio di ferro con il leader di Iv.

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Crisi di Governo, La strada si apre tra elezioni e rimpasti

Dopo il vertice di centrodestra, la situazione è chiara: i leader del partito vogliono le elezioni. Renzi ritira le ministre di Italia Viva e apre ufficialmente la crisi di governo, nonostante sembri disposto a rimanere in maggioranza con PD, M5S e Liberi e Uguali. Il capo dello Stato si dimostra contrario alle urne, mentre lo scenario dei candidati a premier si fa sempre più complicato

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Governo, Renzi: «Annuncio le dimissioni delle ministre»

Nella conferenza stampa di oggi alla Camera, cominciata con quasi un’ora di ritardo rispetto all’orario stabilito, Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ha annunciato le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Un atto che apre formalmente la crisi di governo, sebbene fino all’ultimo il Pd abbia provato a mediare e lo stesso premier Conte abbia lavorato a un documento comune da far sottoscrivere agli alleati per rilanciare la maggioranza. “Crisi aperta da mesi e non da noi”, ha specificato il leader di Italia viva. Ha poi aggiunto aggiunto: “Abbiamo fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica, nella sua persona e nel suo ruolo di arbitro”.

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