Covid: numeri in risalita, in arrivo un’altra ondata?

I numeri della pandemia degli ultimi giorni tornano a far crescere la paura. Il Governo prepara nuove restrizioni

Numero dei contagiati, numero dei posti occupati negli ospedali, tasso di positività e indice Rt tutti in risalita. L’emergenza coronavirus è al centro dell’azione del nuovo governo di Draghi impegnato sia sul fronte del contrasto al virus attraverso il distanziamento sociale che su quello delle vaccinazioni. 

La situazione

In Italia stiamo vivendo, secondo quanto dicono alcuni esperti, l’arrivo di una nuova ondata di contagio del Covid-19, probabilmente causata dalle nuove varianti più contagiose, come quella inglese, che si sta diffondendo soprattutto tra i giovani. Quindi l’ età media delle persone contagiate si sta abbassando, anche grazie ai vaccini somministrati agli over-80. Attualmente in Italia ci sono 500 zone rosse, tra comuni, province e regioni. Il professore dell’università di Trento, Roberto Battiston, da mesi impegnato nello studio dell’ epidemia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a la Repubblica: “Abbiamo di fronte le varianti, molto più aggressive del virus ordinario, che stanno diventando le forme più diffuse.” Poi si esprime sulle zone rosse “Quelle in condizioni più gravi sono una ventina, altrettante stanno peggiorando. Va sottolineato che tre settimane fa in condizioni critiche c’erano solo la provincia di Perugia e quella di Bolzano”. La curva del contagio non sembra arrestarsi, e negli ultimi giorni i bollettini non sono stati rassicuranti, contagi in aumento e di più dei guariti, che sono in in discesa, ciò significa quindi un aumento delle persone attualmente positive (ad oggi 424.333). Intanto il commissario Arcuri è stato sostituito dal generale dell’ esercito Figliuolo, laureato in scienze politiche ed esperto in logistica, una specializzazione che potrà essere preziosa per il coordinamento del nuovo piano di vaccinazioni di massa.

Confronto con la seconda ondata e prossimo futuro in Italia

Battiston sempre in una dichiarazione rilasciata a la Repubblica dice: “A settembre l’Rt cominciava a salire ma avevamo 50 mila infetti, adesso sono 400 mila”. Secondo Battiston i casi giornalieri cresceranno per almeno un altro mese: «Visti i tempi di intervento e reazione,  per almeno 4 settimane il numero dei nuovi positivi continuerà a crescere. Ma dobbiamo agire subito per osservare gli effetti sull’indice Rt in 1-2 settimane. Occorrono delle restrizioni dure, ma va trovato un percorso meno impattante. Invece di chiudere tutto per un tempo lungo, magari decidendo tra una settimana, sarebbe meglio scegliere interventi pesanti ma rapidi e in zone limitate, come si è incominciato a fare in alcune regioni”. Quindi in sostanza, anziché un lockdown su scala nazionale o regionale la scelta giusta potrebbe essere quella di imporre restrizioni circoscritte alle zone definite come “a rischio”. Intanto siamo in attesa del nuovo dpcm mentre si pensa anche a stendere un piano vaccinare per raggiungere anche le 500.000 vaccinazioni al giorno nel mese di aprile. Oltre a quello Pfizer nel nostro paese il vaccino AstraZeneca è quello più diffuso, il loro amministratore delegato (di AstraZeneca Italia) ha rilasciato un’intervista a SkyTG24: Caso del Regno Unito prova che funziona. Il nostro obiettivo è arrivare a consegnare 20 milioni di dosi nel secondo semestre”. Quindi mentre i casi ricominciano a salire, a quasi un anno dall’inizio della pandemia, la speranza è che i vaccini vengano diffusi il più rapidamente possibile e che siano efficaci allo stesso modo anche con le nuove varianti.

 

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