Passaporto vaccinale per tornare a viaggiare

Il turismo è uno dei settori che ha più risentito dei disagi procurati dalla pandemia.
Il 2021 ha già visto il blocco della stagione invernale come anche delle vacanze di Pasqua. Le nuove varianti e il ritardo della campagna vaccinale stanno compromettendola ripartenza del turismo.

Il passaporto vaccinale

In molti paesi si sta valutando l’opzione del passaporto vaccinale, il cosiddetto “digital green pass”. Si tratta di un passaporto digitale pensato per favorire la mobilità internazionale in vista dell’estate. Proposto dalla Commissione UE, verrà formalizzato e studiato accuratamente in vista della proposta sul pass covid del 17 marzo 2021.
Questo documento è voluto fortemente da quegli stati dell’UE che puntano sul turismo come la Grecia e il Portogallo che vivono di esso. Probabilmente in questo modo si incorrerà in una discriminazione tra i viaggiatori vaccinati e non. Ecco perché oltre ai dati su eventuali somministrazioni di vaccino, conterrà anche quelli dei test effettuati.

“Creare gli strumenti adatti”

Anche il ministro del turismo italiano, Massimo Garavaglia è favorevole ad un documento che attesti la salute dei cittadini a livello nazionale e internazionale, sia per la sua salute che per quella degli altri. Tutto ciò deve essere utile per far ripartire il settore del turismo in quanto è stato uno dei più colpiti. “Bisogna creare degli strumenti adatti che possano portare il prima possibile a far viaggiare i cittadini, e soprattutto alla riapertura delle frontiere”.

Il turismo aereo

Sembra proprio che l’unica soluzione per la ripartenza del turismo sia il vaccino.
Le quarantene da seguire una volta entrati in un nuovo paese, scoraggiano gli spostamenti dei turisti. In primis, le compagnie aeree stanno valutando la situazione dei vaccini. Non si limiteranno più alla richiesta di test anti-covid negativi, ma procederanno con il richiedere la vaccinazione dei passeggeri. Ad esempio Qantas, compagnia aerea australiana, è stata la prima ad annunciare che richiederà la vaccinazione ai passeggeri internazionali. Ma potrebbe essere che la creazione del green pass dia troppa sicurezza nel far ricominciare gli spostamenti. In realtà non si sa con certezza quanto il vaccino protegga dalla trasmissione del virus, e per quanto tempo dia l’immunità e soprattutto se protegga le persone dalle varianti. Tutto ciò è ancora oggetto di studio.

I pacchetti turistici

Una delle soluzioni, ma aperte ai pochi per via del costo elevatissimo, sono i pacchetti turistici che prevedono anche il vaccino anti-covid.
Ad esempio Cuba è pronta a vaccinare gratuitamente i turisti che arrivano nell’isola. Il paese sta infatti producendo in proprio il vaccino anti-covid.
La città di Dubai offre un pacchetto turistico completo di vaccinazione. Infatti un’agenzia di viaggi britannica offre pacchetti turistici per il soggiorno di tre settimane, in maniera tale che il turista riesca ad avere entrambe le somministrazioni del vaccino Pfizer o Sinopharm.

Il risvolto della medaglia del documento sanitario

Non possiamo non soffermarci sulla parte etica del passaporto vaccinale. Si deve assolutamente pensare al fatto che ci sarebbe la penalizzazione per chi ancora non ha accesso al vaccino in quanto il programma di vaccinazioni, oltre ad essere lento, ha anche una gerarchia di somministrazione.
Dunque le classi più discriminate saranno i giovani, i quali corrispondono alla categoria di viaggiatori più assidua. Ma anche le famiglie con figli minori che non possono essere vaccinati.
Ma potrebbe essere che la creazione del green pass dia troppa sicurezza nel far ricominciare gli spostamenti. In realtà non si sa con certezza quanto il vaccino protegga dalla trasmissione del virus, e per quanto tempo dia l’immunità e soprattutto se protegga le persone dalle varianti. Tutto ciò è ancora oggetto di studio.

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