Aspettativa di vita in Europa, in calo nel 2020 a causa del Covid-19

Dopo anni di costante aumento, nel 2020 torna a calare l’aspettativa di vita in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. La ragione è facile da comprendere ed immaginare, il Covid-19 ha infatti messo a dura prova la salute delle fasce più anziane della popolazione. Questo è quanto risulta dai dati pubblicati dall’Eurostat

Lo scorso anno l’emergenza sanitaria ancora in corso ha contribuito ad un notevole calo dell’aspettativa di vita in quasi tutti i 27 paesi dell’Unione Europea. La diminuzione maggiore è stata registrata nel caso della Spagna, con un calo che corrisponde a 1, 6 anni rispetto all’anno precedente e che abbassa l’aspettativa al livello registrato nel lontano 2010. Molto colpite anche la Bulgaria, i cui cittadini possono sperare di vivere ben 1,5 anni in meno rispetto alle scorse valutazioni, la Lituania, la Polonia e la Romania (-1,4). In Italia il calo è pari a 1,2 anni, l’aspettativa di vita degli italiani è infatti scesa da 83,6 a 82, 4 anni. Tra i paesi meno colpiti certamente ci sono la Germania e la Francia, con un calo rispettivamente di 0,2 e di 0,7 anni. Il virus non abbassa i dati di Cipro e della Lettonia e addirittura alza di 0,1 la speranza di vita in Danimarca e Finlandia.

I dati italiani

Il rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat conferma la brusca frenata dell’evoluzione positiva della speranza di vita nello stivale. Il crollo non si è però verificato in maniera omogenea e sono evidenti le disuguaglianze geografiche, di genere e sociali. La pandemia infatti ha fermato completamente la crescita delle regioni settentrionali, ma solo parzialmente nelle altre zone del Paese. Dal rapporto emerge che nel Nord Italia l’aspettativa di vita è passata da 83,6 anni nel 2019 a 82 nel 2020, mentre nel Mezzogiorno le perdite sono state meno consistenti nell’ultimo anno. Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat, ha infatti affermato che “gli indicatori hanno registrato impatti particolarmente violenti su alcuni progressi raggiunti in 10 anni sulla salute, annullati in un solo anno”. Non solo gli ultraottantenni, anche gli over 65 vedono ridotta la speranza di vita. Tra i primi posti per perdita nella longevità attesa, come emerge dai dati Istat, ci sono la Valle d’Aosta (-1,8), le Marche (-1,4), il Trentino-Alto Adige e il Piemonte (-1,3).

Fattori che contribuiscono all’aumento dell’aspettativa di vita

Sono molti gli elementi da considerare per valutare la speranza di vita in una determinata nazione. Certamente è fondamentale l’efficienza della sanità nel Paese di riferimento, ma l’aumento della longevità può anche essere una conseguenza della riduzione dei tassi di mortalità infantile e quindi di un miglioramento delle condizioni igieniche, senza che vi sia un effettivo aumento della soglia di vita complessiva. È importante quindi chiarire che un aumento dell’aspettativa di vita non comporta direttamente un aumento della popolazione anziana, ma semplicemente una riduzione dei tassi di mortalità evitabile e di mortalità in età infantile o giovanile. Tutti questi fattori, se combinati tra loro, danno una fedele immagine dello stato sociale, ambientale e sanitario di un’intera popolazione.

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