Vitalizi, Lo stop all’abolizione è uno fra i tanti motivi di dissenso politico

La votazione tenutasi ieri in Senato per l’eliminazione dei vitalizi non ha dato esito positivo, diffuse le polemiche tra le istituzioni



26 Giu. – Dal Senato è arrivato lo stop al taglio dei vitalizi. Il mondo politico è in subbuglio: Lega, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, tutti sembravano essere d’accordo sul portare a termine la votazione con esito positivo. Quella dei vitalizi, e della loro abolizione, è una battaglia che procede instancabile da diversi anni. Nel 2018 era stato il M5S ad accendere i riflettori sull’intera vicenda, decisi a determinarne il taglio. Oggi in Senato la proposta è stata respinta. Sembrerebbe, inoltre, che Palazzo Madama dovrà anche restituire quanto tagliato dall’ottobre 2018, quando, appunto, il provvedimento fu approvato dietro le incessanti richieste del M5S.

La mancata approvazione oggi però sarebbe da attribuire alla Commissione Contenziosa del Senato. Cinque i membri che la compongono: il Presidente, Giacomo Caliendo, senatore, magistrato, di Forza Italia; due senatori, Simone Pillon e Alessandra Riccardi, della Lega; due “non senatori” scelti dal presidente del Senato tra magistrati a riposo delle supreme magistrature ordinaria e amministrative, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo venti anni d’esercizio. 



I motivi dello stop al taglio dei vitalizi

La delibera è stata ritenuta ingiustificata, contro tutti i requisiti che avrebbe dovuto rispettare. Diversi i fattori che avrebbero determinato la mancata approvazione del taglio:  in primo luogo la retroattività dello stesso; gli effetti perenni portati dalla delibera; il fatto che non fosse “erga omens“, e quindi rivolta a tutti, ma solo agli ex parlamentari; il taglio non rispondeva ai criteri di ragionevolezza richiesti, raggiungendo l’8% degli importi; la delibera non indicava la destinazione precisa dei risparmi che si sarebbero ottenuti dall’abolizione dei vitalizi.

Non si è fatto attendere il disappunto del mondo politico. “Ma davvero c’è ancora qualcuno che pensa ai vitalizi nonostante un’emergenza di questa portata?”, sentenzia il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che esterna così la sua delusione sulla faccenda sul suo profilo Twitter.  “Spero si trovi il modo per tornare indietro. Siamo contro i vitalizi e per il taglio dei parlamentari”, scrive ancora il Leader della Lega, Matteo Salvini, a riguardo. “Non è la nostra Italia”, scrive invece il segretario del PD, Nicola Zingaretti, apostrofando il tutto come “una scelta insostenibile e sbagliata”.

Fazioni politiche tra loro opposte sembrano condividere la speranza di un passo indietro circa le decisioni prese. Emerge un diffuso dissenso, che nell’ultimo periodo sembra attraversare la classe politica sotto ogni aspetto, talvolta in maniera estrema, come le dure esternazioni del parlamentare Vittorio Sgarbi durante l’esame del decreto Giustizia tenutosi nella giornata di ieri, che lo hanno condotto a una rocambolesca espulsione dalla seduta della Camera. “Dico quel che penso. Ci metto sempre la faccia“, Sgarbi commenta così l’accaduto sui social. La politica italiana sembrerebbe in rivolta come non si vedeva da tempo ormai, guidata da un diffuso dissenso, comune e prorompente.