Regionali, Zingaretti vuole legarsi ai 5s. Renzi: «In Liguria se scelgono un candidato grillino correremo da soli»

I report che girano al Nazareno fanno venire i brividi al segretario del Pd Nicola Zingaretti: nella migliore delle ipotesi la partita alle regionali (20 e 21 settembre) finisce 4 a 2 in favore della coalizione di centrodestra



28 Giu. L’incubo è uno schiacciante 6 a 0 per l’alleanza Fdi-Lega-Forza Italia. Un esito che farebbe saltare le poltrone del segretario dei democratici e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sarebbe quasi impossibile reggere il premier a Palazzo Chigi con 19 Regioni in mano alle opposizioni. Anche perché in Campania, dove il presidente uscente del Pd Vincenzo De Luca è partito in vantaggio, si è invertito il trend e lo sfidante Stefano Caldoro è in rimonta. Scenario nero.



La posizione di Zingaretti

Il leader del Pd per scongiurare disfatta elettorale, nella prima consultazione post-covid, tenta la carta di un’alleanza con i Cinque stelle. È quasi una minaccia: se i pentastellati non ritirano i candidati nelle 6 Regioni, al voto nel mese di settembre, rischia di saltare in aria il governo giallorosso. A margine della conferenza nazionale delle donne del Pd, il leader del Pd esce allo scoperto: “Decidono le regioni. Ma ho sempre detto e confermo che un’alleanza che governa l’Italia e che ha l’ambizione di disegnare la prossima elezione del Presidente della Repubblica dovrebbe almeno provare a unirsi nelle Regioni, anche perché la destra ha scelto spesso candidature del passato già bocciate dagli elettori. Quindi si può vincere e, lì dove è possibile, almeno proviamo a fare insieme un passo avanti per salvare questo Paese”.

Zingaretti teme contraccolpi non solo per l’esecutivo ma anche per la sua segreteria. C’è già la fila per metterlo alla porta: Giorgio Gori, Stefano Bonaccini, Beppe Sala. Il presidente della Regione Lazio tira nella trattativa l’elezione del Capo dello Stato nel 2022. Si parte con lo schema Pd-M5S alle prossime elezioni regionali per arrivare compatti alla scelta dell’inquilino del Colle e, quasi sicuramente per il prossimo sindaco di Roma. Un messaggio indirizzato non solo agli alleati grillini ma anche ai renziani: Italia Viva minaccia di rompere l’alleanza di governo in e Liguria. Nel Pd il fronte per l’asse con i grillini è quasi compatto. La richiesta di un’alleanza giallorossa per le regionali è stata anticipata ieri dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: “Un’alleanza con il M5a mi sembra un’occasione per tutti. Bisogna costruire un fronte aperto, progressista, ambientalista da contrapporre a quello sovranista. Non ha senso non farlo sui territori”.

La mossa del Pd punta a far uscire allo scoperto il Movimento stuzzicato nelle ultime ore da un riavvicinamento con la Lega: Mes e vitalizi sono due temi su cui può rinascere il patto gialloverde. Per ora, l’appello del segretario dei dem non fa breccia nel muro grillino: in Campania, Puglia, Marche, Toscana, Liguria e Veneto restano confermati i candidati pentastellati. Un elemento di disturbo sulla trattativa Pd-Cinque stelle è sicuramente Alessandro Di Battista, ritornato alla ribaltata nelle ultime settimane e che  punta a prendere la guida del Movimento.



La replica dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi

Ma il leader di Italia Viva respinge la proposta di Zingaretti e rimanda al mittente la possibilità di un accordo con i 5Stelle, in particolare in Liguria, dove il Pd sarebbe deciso a puntare sul candidato grillino, il giornalista Ferruccio Sansa. “Noi abbiamo una forza: siamo liberi. Se l’accordo non è serio in Liguria andiamo da soli”, chiarisce Renzi durante la presentazione, a Chiavari, del suo ultimo libro, “La mossa del cavallo”.

“Se l’accordo tra Pd e M5S porterà a candidare un candidato dei grillini, se lo facciano da soli il patto, Italia Viva non sta a rimorchio di una cultura giustizialista che propone come candidato un giornalista del Fatto quotidiano”, ha proseguito Renzi. Un chiaro riferimento all’ipotesi di Sansa come nome della coalizione del centronsinistra per la corsa alla presidenza della Liguria.

Italia Viva mette insieme anche esperienze diverse. Elisa Serafini, ad esempio, viene da una esperienza diversa rispetto alla nostra”, ha concluso Renzi riferendosi alla ex assessora alla cultura della giunta di centrodestra a Genova, guidata da Marco Bucci, e indicata come possibile candidata alla presidenza della Regione per ItaliaViva.