Roma, Tagli al sociale per i municipi. Sindacati sul piede di guerra

I sindacati contro il Comune per la riduzione delle risorse destinate ai municipi. A rischio servizi ai più fragili e 3000 posti di lavoro




13 Gen.- Questa mattina in viale Manzoni, sotto l’assessorato alle Politiche sociali, si sono ritrovati i rappresentanti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. I sindacati hanno protestato poiché nel bilancio di previsione 2021-2023 sono state drasticamente ridotte le risorse destinate ai municipi della Capitale da impiegare nei servizi sociali. “L’emergenza aumenta, non si possono tagliare i servizi sociali” , hanno protestato i manifestanti che hanno richiesto un immediato confronto con l’assessora Veronica Mammì. “Ci aspettiamo che prenda una posizione chiara rispetto a quello che, se confermato, sarebbe un colpo brutale all’assistenza territoriale”, hanno dichiarato.

La riduzione di circa 190 milioni e il conseguente taglio di 4 milioni di euro non assicurerà l’assistenza ai più fragili e potrebbero essere a rischio 3000 posti di lavoro. “Finora con Roma Capitale è mancato il confronto complessivo con le parti sociali sul bilancio e una vera discussione sulla programmazione di questi come di altri servizi ai cittadini, per i quali sono previsti tagli e decurtazioni quando invece dovrebbero essere potenziati” , hanno spiegato i sindacati.



Chiesto l’intervento dell’assessore al bilancio

La riduzione dei fondi ai municipi non ha colpito però solo il sociale. A farne le spese anche i settori del verde pubblico e della manutenzione stradale. Già dalla lettura del bilancio previsionale del Comune, i presidenti di municipi avevano protestato per i drastici tagli lineari sui fondi destinati agli enti di prossimità, denunciando immediatamente l’impossibilità di garantire la continuità dei servizi essenziali al cittadino.

Le richieste dei sindacati si sono rivolte anche all’assessore al Bilancio, Lemmetti, invitato a riaprire la discussione sul bilancio e a rivedere soprattutto questo capitolo di spesa. “Non si può far cassa sulle fragilità, il costo della crisi non possono pagarlo i più fragili, né gli operatori di questo settore. È inconcepibile che chi amministra questa città pensi di poter risparmiare sui bisogni dei cittadini. In gioco c’è la tenuta del welfare di questa città, continueremo a batterci per salvaguardare servizi e lavoro”, sottolineano i rappresentanti sindacali.