Next Gen EU, Approvato il testo in Consiglio dei ministri

Dopo una riunione di quasi quattro ore, approvata la bozza definitiva

13 Gen. – Il piano di recupero post pandemia è stato approvato ieri in serata dopo la lunga riunione dell’esecutivo e sarà inviata oggi alle camere per acquisirne le valutazioni. Astensione delle ministre di Italia Viva (IV) Bonetti e Bellanova. Oggi il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi su www.governo.it.



Dalla bozza al testo definitivo: le polemiche sul Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

L’ultima bozza da 160 pagine del PNRR era stata inviata ieri 12 gennaio in serata, al vaglio di tutti i ministri partecipanti alla seduta del Consiglio, previsto per lo stesso giorno dalle 22 e 15 e terminato alle 00 e 50. Il testo, che è finalmente giunto ad approvazione e passerà alle Camere affinché deputati e senatori si pronuncino in materia, continua dunque il suo Iter legislativo nonostante le polemiche. Iter travagliato, con un ruolo decisivo nella crisi istituzionale che va delineandosi nelle prossime ore e che vede come terreno di scontro l’aggiunta di risorse provenienti dal tristemente noto Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), come da richiesta avanzata dal partito di Matteo Renzi. Il segretario di Italia Viva aveva già anticipato ieri nel suo intervento alla trasmissione tv Cartabianca, in onda su Rai 3 che: “Le ministre chiederanno di inserire nel Recovery Plan almeno una parte del Mes. Se diranno sì, voteranno a favore, altrimenti si asterranno”. E l’astensione di Elena Bonetti e Teresa Bellanova c’è stata, così come la discordanza tra i partecipanti al tavolo di confronto, fattori che hanno entrambi portato ad una dura risposta del Premier proprio in quella sede, con i ministri del Partito Democratico (PD) a fare quadrato intorno allo stesso Conte. “Il Mes non è ricompreso nel Next Generation, quindi non è questa la sede per affrontare una discussione sul punto”, ha tagliato corto il presidente del Consiglio. Che poi ha invitato Italia Viva a “non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes. Un accostamento che offende la ragione e anche l’etica. Se fosse un problema di finanziamenti, come mai allora la Germania, pur investendo il doppio sulla sanità di noi, si ritrova adesso con il doppio dei morti giornalieri?”. I ministri democratici concordano dunque con il Premier. “Il Mes non ha nulla a che vedere con il programma Next Generation Eu, e anche se si decidesse di attivare il meccanismo di solidarietà europea non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi”, ha precisato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Semmai, è il concetto ribadito dal titolare del Tesoro, le risorse del MES possono sostituirne altre già stanziate.  Sulla stessa posizione gli altri ministri Dem Francesco Boccia ed Enzo Amendola. “Il Mes non c’entra nulla, perché astenersi?”, replicano alle colleghe di IV. Il governo sembra quindi sempre più in bilico. Ieri sera, prima dell’annuncio in CDM e sempre su Cartabianca, tra le altre Matteo Renzi aveva dichiarato: “E’ già pronto un esecutivo Conte-Mastella”. Per Renzi, infatti, il premier avrebbe “già i numeri per il nuovo esecutivo. Domani decidiamo se uscire. Invece di parlare con noi Conte ha scelto di andare in Parlamento”. Per il leader IV il rimpasto “è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità anche se le veline di Palazzo Chigi vengono sapientemente imbeccate, tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto”.



Un piano per rilanciare l’Italia: cosa contiene l’ultima bozza approvata ieri

In gioco (anche se gioco non è) ci sono 222,9 miliardi per rilanciare il paese. Scorriamo insieme le cifre previste nel testo approvato ieri. Per la digitalizzazione e la cultura sono stati stanziati 46,18 miliardi. Per la rivoluzione verde 68,9 miliardi. Per le infrastrutture 31,98 miliardi. Per l’istruzione 28,49 miliardi. Per l’inclusione e la coesione (lavoro, famiglia, politiche sociali) 27,62 miliardi. Per la sanità 19,72 miliardi. Considerando gli altri fondi UE, tra cui il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e il Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp) 2021-26 per la spartizione delle risorse e dei fondi tra i diversi stati membri, l’Italia potrà gestire complessivamente 310,66 miliardi, di cui 58,95 mld per digitalizzazione e cultura, 78,79 mld per il green, 33,14 mld per le infrastrutture, 34,04 mld per istruzione e ricerca, 85 mld per inclusione e coesione, 20,73 mld per la salute. Nell’ambito delle risorse delle infrastrutture, 26,7 miliardi andranno alle opere ferroviarie. Per l’alta velocità si realizzeranno la Napoli-Bari, la Brescia-Verona-Vicenza-Padova e la Salerno-Reggio Calabria. Verranno velocizzate la Roma-Pescara, Orte-Falconara, Palermo-Catania-Messina, Liguria-Alpi, Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia, Verona-Brennero. Questi i temi affrontati nel documento di 160 pagine. A fronte di questi dati, è comprensibile la preoccupazione del Quirinale e del capo dello stato Sergio Mattarella nei confronti della crisi politica, in un contesto che non deve mettere a rischio la possibilità del Paese di ottenere le risorse necessarie a uscire invece dalla crisi economico-sanitaria dovuta alla pandemia.