Governo, Cdm al veleno. Oggi il verdetto finale

E’ stata una nottata intensa, che ha visto il passaggio del recovery plan senza il voto delle ministre renziane. Alle 17.30 è in programma la conferenza del leader di Italia Viva, che fornirà un quadro più chiaro sulla posizione del suo partito



13 Gen. – Nella serata di ieri è andato in scena lo scontro di governo fra le due fazioni, da una parte l’ex sindaco di Firenze, dall’altro il premier Giuseppe Conte. Un faccia a faccia tra i ministri che ha dato vita a battibecchi su alcuni temi rilevanti, quali il mes. Intanto il senatore Salvini, in un’intervista andata in onda a “fuori dal coro”, si dice pronto ad andare al governo anche domani, pur di mettere di fine a questi “teatrini“.



Italia viva in o out? Nel pomeriggio la verità

Quando veniamo da una giornata particolarmente logorante, oberati da perplessità e dubbi di ogni tipo, pensiamo che una bella dormita possa aiutarci a schiarire le idee. Come si dice? La notte porta consiglio. Peccato che la stessa cosa non si possa dire per un altro di consiglio, quello dei ministri. Un cdm iniziato alle 22.15 di un freddo martedì sera, in cui a Palazzo Chigi è andato in scena il round finale tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il Premier Giuseppe Conte. Agli angoli dei due sfidanti ci sono i supporter, Conte può contare su Di Maio e Zingaretti. Renzi, dalla sua, potrebbe chiedere i rinforzi dal centrodestra se decidesse di passare all’opposizione. Si, paragonare il cdm a un ring sembra quasi da parodia, ma non ci va poi così tanto lontano visti i numerosi botta e risposta tra l’ex dem e l’avvocato. Tra i temi al centro del dibattito c’è il mes, il meccanismo salva stati tanto invocato dall’uomo di Rignano e dalle due ministre renziane, Bellanova e Bonetti. Un tema che si è rivelato terreno fertile per un dibattito che, secondo quanto riportato da Repubblica, ha accesso discussioni a suon di liti e urla. Il risultato? Il recovery plan è passato senza i voti delle due ministre e il clima all’interno dell’esecutivo è più infocato che mai. A raccontarcelo sarà lo stesso ex sindaco di Firenze, in una conferenza stampa che andrà in onda alle 17.30, che decreterà o la fine dell’esperienza di governo da parte di I.V. o un continuum all’insegna del “volemose bene”. Insomma, l’incontro tra i due sfidanti è concluso, a breve il verdetto finale: strappo o ricucitura? Speriamo solo che non se la siano date di santa ragione.



L’ex ministro degli interni, “la politica è su altri canali”

Fuori dal palazzo, invece, c’è un’Italia arrivata al limite delle proprie forze. Un Paese che quotidianamente fa la conta delle vittime del covid e che non sa quale futuro l’attenderà. Tuttavia, non si prospetta un avvenire roseo per i commercianti e i piccoli imprenditori. Molti hanno dovuto abbassare le saracinesche senza sapere se e quando riapriranno.  Altri, invece, hanno venduto, come ha riportato il programma “fuori dal coro” diretto da Mario Giordano. “Venezia is sell”, Venezia è in vendita. Molti baristi, ristoratori e partite iva hanno dovuto vendere le proprie attività perché impossibilitati a continuare. Altri ristoranti, invece, sfideranno il dpcm il 15 gennaio, riaprendo anche di sera, dimostrando che sono capaci di rispettare tutti i protocolli relativi al distanziamento e al rispetto delle norme igienico sanitarie. In merito al tema politico, ieri sera a “fuori dal coro” è intervenuto il senatore Matteo Salvini, che si è detto preoccupato per le sorti della nazione, “la politica è su altri canali: rimpasto, poltrone, verifiche. Le proposte a cui noi stiamo lavorando sono realizzabili – tuona il leader del carroccio, che aggiunge -, nel decreto previsto dal governo, le banche possono scegliere a chi prestare i soldi, è una follia. Vuol dire che se un cittadino ha avuto un problema nel saldare una rata del mutuo. La banca può decidere di non concedergli nulla. I soldi vanno a chi ha bisogno”. Tra le altre cose, l’ex ministro degli interni ha dichiarato di essere pronto, insieme ai suoi alleati, di salire al governo ponendo fine a questi “teatrini”. Al centro del suo programma due temi fondamentali: lavoro e salute. Ricordando che ci sono più 60 mila farmacisti pronti a prestare il loro aiuto per le vaccinazioni. In conclusione, quando Giordano domanda al senatore chi vedrebbe bene come candidato ideale per le elezioni comunali a Roma, risponde “A me è piaciuto l’approccio concreto e pragmatico di Bertolaso che ha contribuito alla realizzazione di molti ospedali durante l’emergenza covid. Conosce Roma palmo palmo, potrebbe mettere ordine nella capitale”.

Vuoi condividere questo articolo?