Governo, A un passo dalla resa dei conti finale. Molti i contrari ad una possibile crisi

Dopo settimane di discussioni, retroscena e ipotesi, l’annunciata e anticipata crisi di Governo potrebbe essere formalizzata stasera in Consiglio dei ministri se, Italia viva deciderà di ritirare il suo sostegno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La domanda che in molti si pongono, è se questo sia davvero il momento giusto per un’eventuale crisi. Attualmente al Governo ci sono molte questioni da risolvere. In un periodo di grande difficoltà come questo, sono sempre più numerosi coloro che sostengono che questa non è la giusta strada da intraprendere



12 Gen. – L’idea di una possibile crisi non sembra essere più così lontana. A fare da sfondo a questi “teatrini” politici, un Paese alle prese con le difficoltà, sanitarie ed economiche, causate da una pandemia ancora in corso. Nelle ultime ore la possibilità, sempre più concreta, che possa esserci una crisi di Governo, ha suscitato non poche polemiche. Tutto questo potrebbe rallentare ulteriormente le manovre per raggiungere un accordo soprattutto sui progetti di rilancio del Paese. Molte le accuse contro Renzi. É tutto nelle sue mani. Se il leader di Italia viva dovesse ritirare la delegazione del suo partito al governo, formalizzerebbe ufficialmente la crisi di Governo.



D’Incà: “Crisi? Enorme rischio per tenuta sociale”

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, invita a tener conto che “non ci possiamo permettere incidenti di percorso, gli italiani non capirebbero una crisi di governo in questo momento”. Anche lui è d’accordo sul fatto che un’eventuale crisi comporterbbe rallentamenti, sarebbe un vero e proprio “rischio per la tenuta sociale”. Su Facebook il ministro mette in fila le prossime scadenze, cercando, così, di mettere in evidenza che ora come ora non sono possibili passi falsi. “Solo nel mese di gennaio dobbiamo approvare un nuovo Dpcm con le nuove misure di contrasto al Covi-19 che entrera’ in vigore dopo il 16 gennaio, predisporre uno scostamento di bilancio per sostenere un nuovo decreto per erogare i ristori a chi ha subito cali di fatturato, dobbiamo provvedere ad una proroga dello stato d’emergenza che vada oltre il 31 gennaio. Sono tutte scadenze inderogabili. Una crisi di governo e’ un enorme rischio per la gestione delle misure anti Covid, e’ un enorme rischio per i provvedimenti a sostegno del nostro tessuto economico, e’ un enorme rischio per la tenuta sociale del Paese. Ognuno deve fare la sua parte”, scrive il ministro.



Toti: “Governo di unità nazionale è quello di cui necessita l’Italia di oggi

Anche Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e leader di Cambiamo, in un intervista a “Un giorno da Pecora” su Radio 1, afferma che non sostiene la maggioranza su questa decisione. Secondo Toti, questo non è più tempo di “giochini e propaganda” ma , al contrario, bisogna dimostrare “responsabilità di fronte agli italiani”. Responsabilità che la maggioranza non dimostrerebbe, mettendo “il dito nella piaga” in una situazione già abbastanza difficile. Cambiamo è alla ricerca di una unità nazionale e decisioni fondamentali in grado di cambiare in meglio il futuro del Paese. Nell’intervista il presidente ligure ha dichiarato, “Temo che i parlamentari di Cambiamo non possano dare una mano a questo governo. In queste condizioni, con questa maggioranza, anche un eventuale Conte ter rimpastato non sarebbe un governo che potrebbe rappresentarci. Questa maggioranza non è la nostra tazza di tè. L’unico caso in cui senatori e deputati di Cambiamo potrebbero dare una mano- precisa il governatore– sarebbe un nuovo governo che accogliesse molte delle istanze che il centrodestra ha messo sul tavolo, che avesse una compagine di governo e una maggioranza assolutamente diverse dalle attuali. Un governo di salute pubblica, di unita’ nazionale, di crisi, del presidente”.



Di Battista: “Iv squallida, trasforma morti in bandierine

“Da quando i cosiddetti renziani – ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone – hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo.” Lo scrive in un post su Facebook Alessandro Di Battista. “I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche. Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes” dicono i renziani. Che squallore”, attacca l’esponente pentastellato. Anche di Battista lancia pesanti accuse a Renzi. Secondo quest’ultimo, i renziani non sono interessati alla situazione ne tantomeno al benessere sanitario della popolazione. L’unico obiettivo è il “potere”.



Toninelli contro Renzi: “Gli direi che crisi non gli conviene”

“Se Renzi fosse mio amico e non lo è gli direi: non ti conviene come non è convenuto a Salvini che è in picchiata con i consensi”. Lo dice a Un Giorno da Pecora il senatore M5S, Danilo Toninelli. La crisi di governo, in questo caso, non sarebbe un bene ne per il Paese ne tantomeno per lo stesso Renzi. Più c’è bisogno di coalizione, più questo governo sembra essere lontano anni luce dal trovare un accordo. Nelle prossime ore sapremo, finalmente, quale sarà il futuro del Paese.