Crisi di governo, Renzi a ‘dritto e rovescio’: «il M5S pur di restare al governo farebbe accordi con tutti»

Il premier è a caccia dei “trasformisti” per dare vita ad un Conte ter. Italia Viva si defila, ma occhio a chi è pronto a sposare la causa di un nuovo esecutivo con l’ex professore



15 Gen. – La crisi di governo si fa sempre più profonda e nera, come i rapporti tra l’attuale esecutivo e l’ex rottamatore. Nessun passo indietro da parte di nessuno, adesso il Presidente del Consiglio è alla ricerca di responsabili che possano garantirgli i numeri e, di conseguenza, superare lo scoglio del senato.



Telefoni occupati a Palazzo Chigi

Le linee telefoniche di Palazzo Chigi sono intasate. Tutti, nessuno escluso, si stanno adoperando per trovare i responsabili. Detta in questo modo, suona come se qualcuno stesse a caccia di persone che hanno commesso dei fatti che, a livello istituzionale, hanno causato problematiche non indifferenti. Ci sono responsabili e responsabili, difatti. Uno fra tutti è l’ex rottamatore, Matteo Renzi, il quale, insieme ai ministri dimissionari di I.V, si sono assunti la responsabilità di tirarsi fuori dai giochi qualora il governo non avesse preso in seria considerazione le loro proposte. Mes fra tutte. Dunque un concetto di “responsabilità” sicuramente diverso, rispetto alle figure che il premier sta disperatamente cercando. Ce lo immaginiamo l’ex professore di diritto privato, con in mano il suo cellulare, in piedi davanti alla vetrata che si affaccia su piazza Colonna. Butta lo sguardo verso il cielo, in un pomeriggio dove il sole ha deciso di fare capolino su Roma, prendendosi a gomitate tra le nuvole. Mai come adesso il premier vorrebbe essere come quei raggi che filtrano tra le nubi, cercare di superare l’ostacolo Italia Viva e presentarsi con i numeri che gli permetterebbero di passare in Senato. A pensare che un certo Pitagora diceva, “I numeri regnano sull’universo”. Una frase che si sposa a pieno con la situazione attuale che sta attraversando la politica italiana. Una citazione, non ce ne voglia il filosofo greco, che potremmo riproporre in questo modo: “i numeri regneranno in Senato?”. Ancora è troppo presto per saperlo, e di questo il premier ne è consapevole. Per questo motivo non c’è un attimo da perdere: scolla lo sguardo dalla finestra e torna a rimboccarsi le maniche. Ragnatele di comunicazioni intrecciano il palazzo. Filtrano notizie secondo cui qualche ex M5S, nel gruppo misto, potrebbe sposare la causa del Conte Ter. Si parla anche di qualcuno da FI e dal partito dell’ex sindaco di Firenze. Un’altra giornata di impegni, un lavoro che deve essere svolto con la massima attenzione e celerità, senza perdere di vista i numeri… e l’orologio. Per le 20.45 tutto si bloccherà nell’ufficio del premier. Nessuna riunione, tranquilli. C’è il derby.



M5S e Renzi: “Non ci siam mai amati”

Nel frattempo i talk show politici impazzano, ospitando personaggi della politica che dicono la propria in merito a quanto sta accadendo. Proprio ieri sera, nel programma condotto da Paolo Del Debbio, “Dritto e Rovescio”, si è tenuta un’intervista con l’ex dem Matteo Renzi. Tra toscani si è notata una certa complicità, soprattutto quando si sono utilizzati termini propri nel dialetto della regione di Dante, quali “bischerata”. Quanti hanno pensato che il leader di Italia Viva abbia fatto una bischerata ad arrivare fino in fondo? Quanti non ci avrebbero scommesso che l’ex primo cittadino di Firenze avrebbe staccato la spina? Renzi non si scompone e da sfogo a tutta la sua retorica politica, rispondendo alla domanda avanzata dal giornalista, “noi non chiediamo grandi cose. Noi chiediamo di dare delle risposte ai cittadini – esordisce l’ex rottamatore, che poi aggiunge – io sto chiedendo una cosa molto semplice: più soldi sulla sanità, dunque il mes, e più soldi sui giovani”. Non passa troppo tempo che lo stesso leader di I.V vada ad accusare i suoi colleghi di non aver letto un documento così rilevante come il recovery plan. Quando Del Debbio gli riporta le dichiarazioni del ministro degli interni, Luigi Di Maio, secondo il quale Renzi non sarebbe più stato un interlocutore, l’uomo di Rignano ammicca un sorrisino, pronto a restituire la provocazione, “beh mi dispiace per Di Maio, da quando è alla Farnesina è tutto fermo. Spero avrà più tempo per occuparsi del suo lavoro da ministro”, conclude ridendo. Una stoccata al leader grillino che l’ex premier non si è risparmiato a restituire all’emittente, asserendo quanto il M5S sia attaccato alle poltrone, “i 5 stelle sono quel partito che pur di stare al governo farebbero alleanza con tutti”. Dichiarazioni al veleno, che hanno scoperto i nervi tesi tra lo stesso Renzi e i pentastellati. L’ex dem conclude l’intervista rispondendo alla domanda di Del Debbio, che gli chiede, ironicamente, di fornirgli una fotografia chiara su un premier che prima era alleato della destra e che adesso è sostenuto da una parte cospicua della sinistra, “io sono stato contento quando è partito il Conte bis – spiega l’ex segretario del Nazareno – perché rischiavamo di dare i pieni poteri a Salvini. Però i pieni poteri non vanno nemmeno a Conte. Per questo ho chiesto una diversa gestione dell’intelligence..”. Insomma, il countdown è iniziato, la telenovela è alle battute finali. Tra meno di una settimana sapremo se la gestazione del Conte Ter avrà sortito i suoi risultati, o se lo stesso premier sarà costretto a passare per il Quirinale.

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