Crisi di Governo, La strada si apre tra elezioni e rimpasti

Dopo il vertice del centrodestra, la situazione è chiara: i leader del partito vogliono le elezioni. Renzi ritira le ministre di Italia Viva e apre ufficialmente la crisi di governo, nonostante sembri disposto a rimanere in maggioranza con PD, M5S e Liberi e Uguali. Il capo dello Stato si dimostra contrario alle urne, mentre lo scenario dei candidati a premier si fa sempre più complicato



14 Gen. – All’indomani del vertice di centrodestra, è chiaro il panorama politico finora attentamente osservato. La leader di Fdi, Giorgia Meloni, dichiara che “l’Italia è in ginocchio” e che non può permettersi di perdere altro tempo. La linea di attacco della Meloni è molto dura, tanto da chiedere le dimissioni di Conte e le successive elezioni. Anche Salvini arriva allo stesso vertice dichiarando che sarà il Parlamento a offrire agli italiani un’alternativa. La richiesta congiunta è quella di far presentare il premier Giuseppe Conte in Parlamento, per verificare se possa esistere ancora una maggioranza che lo sostenga e che possa dar vita al cosìdetto “Conte Ter“. Lo scenario più attendibile però è quello di un governo istituzionale, che mitighi i dissapori tra maggioranza e opposizione almeno fino all’anno prossimo. Questo è anche l’auspicio di Giovanni Toti, leader di Cambiamo, che nonostante si ponga vicino alla linea difensiva del centro destra, annuncia: “I responsabili dovrebbero essere tanti, non solo un manipolo. Per traghettare fino a una stagione più tranquilla. È difficile che si vada a votare”. Renzi dal canto suo cerca di mantenere stabile la legislatura con un piano che non verta verso le elezioni ma piuttosto sostituire il “conquilino” di Palazzo Chigi. Sarebbe anche disposto ad una coalizione con LeU o M5S, affermando che per stringere un nuovo patto di legislatura non c’è alternativa.



I possibili scenari di governo con tecnici: Marta Cartabia e Lamorgese

Tra i nomi dei candidati tecnici più discussi fino ad ora, riguardo al rimpasto che avverrà a breve, il più quotato è stato Mario Draghi. L’ex numero uno della BCE è da settimane contemplato nel totonomi del prossimo premier in sostituzione di Conte. Insieme a lui anche Marta Cartabia e Luciana Lamorgese. Il dubbio emerge nella probabilità che difficilmente Draghi potrebbe scendere in campo senza garanzie di stabilità politica che al momento nessuno può garantirgli. Ecco che, allora, sarebbe la ex presidente della Corte Costituzionale, prima donna a ricoprire tale incarico in Italia, la possibile alternativa. Da giorni viene tirata in ballo per Palazzo Chigi. Matteo Renzi, legittimando l’apertura della crisi di governo con l’inaspettato ritiro dei ministri Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e dopo aver attaccato duramente Conte accusandolo di aver “delegittimato il modello democratico”, fa prendere quota all’arrivo della Lamorgese. Sarebbe un esecutivo di breve durata che accompagnerebbe sino alle elezioni anticipate. Sebbene, fino a qualche giorno fa la conferenza stampa del leader di Italia Viva aveva lasciato aperto uno spiraglio per un possibile appoggio a un Conte-ter, l’avvocato a questo punto appare invece determinato a tagliare definitivamente i ponti con l’ex premier.



Tra le alternative anche governo politici, ecco i nomi

Secondo fonti qualificate interne al Partito Democratico, al Nazareno si registra preoccupazione dopo che un’analisi preliminare ha mostrato che i voti dei responsabili “non ci sono”. Si fa strada quindi l’ipotesi di andare a votare a giugno. Il presidente dei Senatori di Fratelli d’Italia a dichiarato ai cronisti riuniti a Montecitorio che il centrodestra attende il premier Conte in Senato, per verificare “se questo governo ha ancora una maggioranza in Parlamento”. Se, dopo le dimissioni, Conte non è in grado di mettere insieme una nuova maggioranza, si aprono le consultazioni: in tal caso salterebbe la leadership dell’avvocato e sarebbe un esponente del Pd o del M5S a prendere in mano la squadra, guidando un nuovo governo con la stessa maggioranza ma dicendo addio a Conte. Per questa nuova figura i candidati di punta sono: l’attuale ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Un altro nome in pole position è quello dell’attuale ministro della Difesa,Lorenzo Guerini. Ipotesi che troverebbe sicuramente il via libera del Quirinale e che potrebbe convincere anche alcuni parlamentari moderati di Forza Italia. Possibile anche che si arrivi a due vicepremier, un grillino, con Di Maio, che resterebbe alla Farnesina e un renziano con Boschi. Le strade per evitare la corsa al voto sono diverse. Quella del Conte ter sarebbe la strada numero uno dal momento che anche Roberto Fico sembrerebbe pendere per far rimanere il Premier al Governo, ma dietro le quinte si scaldano Franceschini e Guerini.