Usa, Lisa Montgomery uccisa dalla pena di morte. Non accadeva da 70 anni

Dopo quasi settantanni, gli USA hanno nuovamente ricorso alla pena di morte per il caso di Lisa M. Montgomery. Un avvenimento simile, non si verificava dal 1953, quando Bonnie Heady e Carl Hall vennero giustiziati in una camera a gas



14 Gen. – Contrariamente alle molte richieste provenienti da tutto il mondo, dagli oppositori alla pena di morte, Montgomery è stata sottoposta ad un’iniezione letale, nel carcere dell’Indiana Terre Haute.



Il delitto commesso nel lontano 2004

Lisa Montgomery, residente in Kansas, era una donna che non poteva avere figli. Colpita da questa notizia, aveva deciso di voler un bambino a tutti i costi. Aveva selezionato la sua vittima su internet, la giovane Bobbie Jo Stinnett, allora allevatrice di cani. Ricorrendo all’inganno, fingendo di voler acquistare un cucciolo, si recò a casa della ventitreenne nel Missouri, per poi strangolarla a morte. Una volta uccisa, le aprì il ventre con l’intento di prelevarle il feto di appena otto mesi, portandolo successivamente con sé. Le forze dell’ordine, riuscirono subito ad arrestare Lisa Montgomery. La neonata, ora adolescente, è riuscita a sopravvivere alla tragedia. Victoria, adesso vive con il padre Zeb Stinnett.



I diversi andamenti del processo, tra sospensioni ed elezioni presidenziali

Dal 2007, anno in cui nel tribunale federale del Missouri la giuria si era pronunciata per la pena di morte, l’esecuzione era spesso stata sospesa. In seguito al governo del Presidente Bush, e del suo successore Barack Obama, dove l’esecuzione non era stata eseguita, il 25 Luglio del 2019 l’ex Ministro della Giustizia William Bar, su ordine di Donald Trump, aveva interrotto la moratoria. Una perizia psichiatrica, era stata non di poca importanza nel rimandare la condanna. Il giudice James Hanlon, aveva infatti ordinato la sospensione per verificare le condizione psichiche di Montgomery. Gli stessi avvocati dell’assistita, hanno sostenuto che gli abusi sessuali subiti in tenera età dal patrigno Jack, potrebbero esser stati la causa dell’insorgere di danni cerebrali e malattie mentali. L’iniezione era stata in seguito prevista il mese scorso, ma rimandata al 12 gennaio per il periodo delle elezioni, dove il nuovo Presidente Joe Biden, avrebbe potuto modificare la situazione essendo contrario alla pena di morte. Ieri, è giunto il via libera in ottemperanza alle decisioni della Corte Duprema, portando alla morte della donna.



La lettera dal Dipartimento della Giustizia

Sui social network circolava una lettera del Federal Bureau of Prison, con la quale si comunicava alla cinquantaduenne il giorno della sua esecuzione. “Gentile Miss Montgomery – riporta il testo – la informiamo che è stato deciso il giorno in cui verrà giustiziata in base alla sua condanna (…) il 13 gennaio 2021 con iniezione letale”. Ad oggi, gli Stati Uniti contano undici esecuzioni federali e, Lisa Montgomery, è stata l’unica donna nel braccio della morte federale.