Sarkozy condannato a tre anni per corruzione e traffico di influenze

Un anno di carcere e due con la condizionale per l’ex presidente francese, riconosciuto colpevole oggi a Parigi

Nicolas Sarkozy, ex presidente francese, condannato a 3 anni di carcere, dei quali due con la condizionale, per corruzione e traffico di influenze.

L’accusa verso Sarkozy

Sarkozy era stato chiamato a rispondere dell’accusa di aver tentato di ottenere nel 2014, tramite il suo avvocato, informazioni segrete da Azibert, un magistrato della Corte di Cassazione, riguardanti un procedimento che lo riguardava, ovvero: l’inchiesta su un presunto finanziamento della miliardaria Liliane Bettencourt. Sarkozy avrebbe inoltre fatto pressione al magistrato, promettendogli una promozione. Il caso derivava da un’altra inchiesta relativa ad un possibile finanziamento libico della campagna presidenziale dell’ex presidente francese nel 2007. Nel corso delle indagini i giudici scoprono che Nicolas Sarkozy utilizza una linea telefonica segreta, a nome di ‘Paul Bismuth’, per comunicare con il suo legale, Thierry Herzog.

Il processo verso l’ex presidente francese

Sulla base delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra i due, convalidate dalla magistratura, l’ex presidente è stato posto in custodia cautelare il 1 luglio 2014 dall’ufficio anti-corruzione, quindi formalmente incriminato per corruzione attiva, traffico d’influenza attivo e violazione del segreto professionale. Nel maggio 2016 la corte di appello di Parigi ha cancellato alcuni atti dell’inchiesta, ritardando la prospettiva di un processo per i tre. Successivamente, il 18 giugno 2020, la Corte di cassazione ha respinto i ricorsi presentati da Sarkozy, Herzog e Alibert. Dopo sospensioni e polemiche, il processo è entrato nel vivo dal 7 dicembre, dove Sarkozy afferma di non aver mai commesso alcun atto di corruzione. In chiusura del processo, lo scorso 10 dicembre, l’ex presidente ha dichiarato di avere ancora fiducia nella giustizia.

A breve un nuovo processo

Sarkozy può adesso fare appello, ma intanto il 17 marzo un nuovo processo si apre per il finanziamento della sua campagna elettorale del 2012 e il giro di doppie fatture della società Bygmalion. C’è poi l’inchiesta ancora in corso che riguarda il presunto finanziamento del regime libico tra il 2005 e il 2006 su cui però Sarkozy ha incassato una prima vittoria: il faccendiere Ziad Takkiedine, che aveva detto ai magistrati di essere stato testimone e intermediatore dei versamenti da Tripoli a Parigi, ha ritrattato le sue dichiarazioni.

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