Draghi vola in Libia. Prima missione internazionale del premier

L’incontro con il primo ministro libico Dabaiba non guarda al passato. Allo studio un piano di ripartenza con l’Italia al centro

Prima visita di stato all’estero per il premier Mario Draghi che giunge a Tripoli insieme al ministro degli esteri Luigi Di Maio, per rivalutare il piano politico. Il suo obiettivo è quello di riaffermare la leadership italiana, oscurata negli ultimi mesi dall’egemonia turca e da quella russa. Ad accoglierlo al suo arrivo il premier libico Abdelhamid Dabaiba. Per l’Italia, dopo un periodo di assenza, tornano ad aprirsi degli spiragli sul fronte diplomatico, economico e sulla questione dei migranti. L’incontro con il primo ministro libico, verte soprattutto sulla discussione riguardo il piano energetico, in quanto la presenza dell’Eni in Libia è strategica sia per Tripoli che per Roma. La missione di Draghi prevede delle novità anche sul fronte sanitario, fornendo alla Libia assistenza nella lotta al Covid. Emerge intanto il riconoscimento di Dabaiba nei confronti dell’Italia, identificando quelle imprese che possono rappresentare un’alternativa alle ambizioni egemoniche della Turchia.

L’importanza della missione in Libia

La visita del premier Draghi in questo processo di transizione in Libia, cerca da un lato di riacquistare non solo una leadership italiana ma soprattutto europea e dall’altro, fa emergere un tentativo di supporto su ogni fronte. L’incontro verterà su temi particolarmente importanti, come la questione dell’energia, i black out elettrici, l’autostrada della pace, l’aeroporto di Tripoli, la questione sanità e l’immigrazione.

L’accordo Italia-Libia sulla transizione energetica

Si tratterebbe di un accordo che non verrà firmato dai due premier durante l’incontro, in quanto è ancora in fase di discussione. Prevedrebbe però la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili e tenderà ad evidenziare l’importanza del gruppo Eni, primo produttore di gas in Libia e principale fornitore di gas al mercato locale. I progetti sono molti ma si trovano ancora in fase di discussione, ci vorrà del tempo per avere una pratica definitiva. L’obiettivo del presidente del Consiglio Mario Draghi è quello di far emergere il massimo sostegno delle aziende italiane, per sopperire alla carenza di elettricità nel Paese che produce continui black out. In vista della costruzione di una megacentrale, si provvederà con le dovute unità elettrogene e solari. Nonostante la Libia abbia a disposizione grandi quantità di petrolio, spesso si ritrova a subire delle interruzioni di energia elettrica fino a 20 ore al giorno.

Lavori di manutenzione stradale

Il nuovo governo pensa di ripartire con i lavori di un progetto istaurato nel 2008 tra Dabaiba e Berlusconi ma mai portato a termine. L’accordo comprendeva anche l’autostrada costiera di quasi 2mila chilometri tra il confine egiziano e quello tunisino, con un investimento di 5 miliardi di dollari. Draghi e Dabaiba entreranno nel merito dei lavori, cercando di definire un piano di lavoro stabile e duraturo.

Aeroporto di Tripoli

Il Consorzio di aziende italiane Aeneas è pronto per rimettersi in carreggiata e completare la ristrutturazione dell’aeroporto. Sono stati stanziati circa 79 milioni di dollari e questo fa ben sperare di poter tornare a volare presto tra l’Italia e la Libia. Il piano punta a delineare tutti gli interventi necessari al rilancio dell’aviazione civile del paese nordafricano e favorire il ripristino dei collegamenti diretti tra l’Italia e l’Europa.

La missione di Draghi sul fronte sanitario

Il settore sanitario verrà ridefinito attraverso un accordo tra le autorità italiane e libiche. Sembra essere già evidente un coordinamento per la lotta alla pandemia ma anche per fornire le risorse necessarie alle strutture ospedaliere. L’Italia ha già inviato in Libia le forniture sanitarie necessarie, come mascherine, protezioni per il personale sanitario Covid, respiratori e medicine per l’emergenza virus.

La questione immigrazione

Tra gli argomenti più evidenti, che saranno presentati durante l’incontro tra il premier Draghi e il primo ministro libico Dabaiba, la questione immigrazione. La Libia si mostra già propensa nell’avere un approccio globale che oltre al controllo delle partenze dalle coste libiche dei migranti, metta sotto stretta sorveglianza soprattutto i confini a Sud del Paese, dove provengono i migranti dell’Africa Subsahariana.

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