Coronavirus, In consegna vaccino russo in 50 paesi attraverso piattaforma RDIF

Con la coordinazione dell’RDIF, il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, sono state di recente programmate le consegne delle prime terapie specifiche anti-COVID-19 in oltre 50 paesi del globo



14 Sett. – La sete dei sistemi sanitari nazionali di tutto il mondo circa l’ottenimento del vaccino è notevole. Due sono le strade percorribili: investire in ricerca e produrlo autonomamente o rivolgersi ad una superpotenza del settore infilandosi in un’interminabile fila d’attesa. La Federazione Russa ha di recente sintetizzato l’immunoterapia specifica contro la pandemia da Sars – CoV – 2, le cui prime due fasi di sperimentazione sono state superate con invidiabile successo, attendendo i risultati della terza, di recente effettuata su larga scala. Nonostante ciò, la Federazione ha avviato la produzione di più quante dosi possibili, somministrate in primis al personale sanitario, medico ed agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, per poi passare alla popolazione russa ed in seguito alla commercializzazione internazionale. I progressi, come confermato dalle organizzazioni al lavoro, sono stati raggiunti con solo 20 paesi dei 50 aderenti alle politiche del RDIF, che ha proporzionato i paesi beneficiari del vaccino russo con le effettive capacità produttive di quest’ultimo.



I programmi di cooperazione e partenariato per la vendita del vaccino

Successivamente all’avvio dei test sula terapia specifica con approvazione dell’OMS ed il recente avvio della produzione industriale del vaccino, la Russia apre nuovi programmi di vendita, finanziati dal centro Gamaleya di Mosca e dall’annesso fondo per gli investimenti diretti, presieduto da Kirill Dmitriev, che ha di recente dichiarato: “Lavoriamo con 50 paesi. Ora ci stiamo focalizzando su 20 di loro, con i quali abbiamo raggiunto grandi progressi”. La produzione resta razionalizzata alle capacità di sintetizzazione su larga scala, e di conseguenza risulta limitato il numero dei paesi con cui può interagire il RDIF. In alcuni di questi, come dichiarato dal responsabile del fondo, sono stati avviati test sul vaccino proveniente dalla Federazione Russa sotto la sorveglianza degli organismi regolatori come l’OMS, la cui autorizzazione al commercio dovrebbe pervenire successivamente all’ottenimento dei risultati, databile ad ottobre o novembre prossimo. “Per questo motivo ci stiamo focalizzando su quei paesi che sono interessati ad approvare rapidamente il vaccino russo e che dimostrano un interesse significativo per un partenariato con la Russia”, ha specificato Dmitriev.



Il vaccino di riferimento: test e modalità di azione

L’immunoterapia specifica (ITS) sintetizzata nei laboratori del centro Gamaleya con la cooperazione del Fondo per gli Investimenti diretti è stata destinata a qualunque paese del globo ne faccia richiesta, a patto di aprire bilateralmente con la Russia partenariati strategici e sostenere la reciproca cooperazione economica tra il venditore e l’acquirente del suddetto vaccino. Oggetto di recente discussione sono le fasi di sperimentazione condotte sul vaccino, che vanno dalla semplice analisi molecolare alla somministrazione controllata su pazienti affetti da Sars – CoV – 2, in ristretta o larga scala. La terapia, secondo i dati pervenuti dal centro, limiterebbe considerevolmente le possibilità di contrarre il virus, dato che questo sarebbe privo della proteina che permette lui di aggrapparsi alla membrana plasmatica della cellula ospite, scambiando con essa il genoma. Le probabili mutazioni dell’agente virale sono molto lente rispetto alle capacità umane di contrastarlo con farmaci e terapie specifiche, ma resta aperta la questione della commercializzazione, in fase di approvazione da parte degli organi sanitari internazionali, come l’OMS.