Caso Navalny, Cremlino smentisce le dichiarazioni di Conte

In seguito alla dichiarazione dell’esecutivo italiano circa l’istituzione di una commissione russa d’inchiesta sul caso che ha reso vittima Navalny di un probabile e mai confermato avvelenamento, il Portavoce del Cremlino smentisce con fermezza, facendo luce sulle analisi pre-investigative del caso



11 Sett. – Oltre all’impegno nel fronte politico interno, con l’associata conduzione di indagini pre-investigative e l’impiego di un gran numero di forze specializzate, il Cremlino deve occuparsi del contrasto attivo alle dichiarazioni che provengono dall’Occidente europeo, pronto a sanzionare nell’immediato contribuire alla crisi economica causata dalla pandemia, non ricordando però che la Federazione ha in mano un quantitativo enorme delle risorse energetiche che gli europei utilizzano quotidianamente per le attività domestiche e produttive. Le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, circa l’istituzione di una commissione speciale in territorio russo con lo scopo di investigare attivamente sul caso Navalny è stata respinta e giudicata falsa dalle autorità moscovite, che hanno asserito, al contrario, che non vi sono motivazioni concrete per concentrare gli sforzi sulle indagini, dato che gli esperti di Omsk hanno confermato l’assenza di sostanze tossiche. Il Cremlino denuncia “la scarsa chiarezza e collaborazione” delle autorità tedesche nelle indagini sul caso Navalny.



“Commissione d’inchiesta su Navalny”, smentito Giuseppe Conte e l’Ambasciatore tedesco a Mosca

In seguito ad una dichiarazione rilasciata sul quotidiano Il Foglio dal Premier, circa l’accordo con il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin per la creazione di una commissione investigativa, è stata immediata la risposta dal Cremlino, che allude ad un malinteso tra le parti in causa. Non escludo che <…> ci sia stato qualche malinteso. Effettivamente è stato affrontato il tema del paziente di Berlino, anzi il presidente ha informato il capo del governo italiano che sono in corso da tempo azioni pre-investigative, <…> e che giuridicamente non vi è alcun motivo per avviare un procedimento penale, dal momento che tutte le analisi degli esperti russi hanno mostrato l’assenza di sostanze tossiche ha affermato il Portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Attualmente la Russia resta comunque interessata a condurre delle investigazioni sul caso, in attesa della conferma dei risultati di laboratorio da Berlino circa la presenza di sostanze tossiche che avrebbero provocato il coma di Navalny. Il portavoce del presidente federale ha inoltre affermato:“Dite che apparentemente è stata usata una sostanza velenosa. Non indubbiamente, ma secondo i risultati delle analisi del laboratorio di Berlino, perché a giudicare dai risultati delle analisi dei laboratori di Omsk e Mosca, non ci sono sostanze tossiche. Ma qui occorre constatare chiaramente la realtà, non usare espressioni come “apparentemente“. Si tratta dei risultati delle analisi di un laboratorio. Ma non conoscendo quali siano questi risultati, non possiamo dire nulla”. Ci si chiede inoltre perché permangano difficoltà comunicative tra Berlino e Mosca, relative alla condivisione delle informazioni sui risultati delle analisi appena condotte. Durante la convocazione dell’ambasciatore tedesco in Russia al Ministero degli Esteri, i diplomatici del Cremlino hanno apertamente contestato le accuse di Berlino, che asserisce al pieno coinvolgimento delle autorità russe nell’avvelenamento dell’oppositore con una sostanza tossica Novichok. Le autorità russe hanno inoltre denunciato la difficoltà di ottenere informazioni reali e concrete circa l’avanzamento delle analisi dalla Germania, oltre alla mancata chiarezza e collaborazione dei quest’ultima nello studio del caso Navalny.



Il caso Navalny: eventi, indagini ed interpretazioni

Successivamente ad un malore durante un volo, Navalny, leader dell’opposizione extraparlamentare russa e blogger, è stato trasportato presso l’ospedale di Omsk, dove è caduto in coma in poche ore. Nel mentre, lo staff medico del nosocomio ha diagnosticato un grave disturbo metabolico conseguente di un forte calo di glucidi nel sangue, che può causare l’arresto delle funzioni cardiache. Secondo ulteriori analisi effettuate, non sono state rinvenute tracce di veleni o sostanze tossiche nel sangue e nelle urine del paziente. Costui è stato trasportato in aereo in Germania dove sarebbe stato soggetto ad altre analisi, che hanno invece evidenziato un probabile avvelenamento con una sostanza del gruppo Novichok, un gas nervino particolarmente nocivo. Le accuse di Berlino hanno scatenato le reazioni di Mosca circa il ritardo nella comunicazione dei risultati che la Russia attendeva con impazienza. La Farnesina ha espresso “profonda inquietudine ed indignazione” circa lo svolgimento del caso. Le interpretazioni della vicenda sono molteplici: per molti il diretto coinvolgimento delle autorità russe è oramai confermato, per altri si tratterebbe di una mossa politica fuori luogo per il Cremlino, data la realizzazione di un gasdotto con l’Europa e i disordini in Bielorussia che minano la stabilità dell’oriente europeo.