TikTok, Microsoft pronta all’acquisto della piattaforma cinese

La guerra digitale tre Stati Uniti e Cina si fa sempre più accesa. Huawei e 5g sono stati solo i primi elementi di un conflitto ora traslato nei confronti di un’altra entità cinese: TikTok. I numeri del social network sono importanti, e Trump teme una ripercussione sulla privacy dei propri cittadini. Nell’equazione, ora, si aggiunge anche Microsoft



1 Ago. – Zhang Yiming è il creatore di TikTok, oggi in mando all’azienza ByteDance. Un trentacinquenne decisamente talentuoso nell’aver saputo ideare un’applicazione in grado di attirare a sé un’ampia fetta di pubblico (circa 800mila gli utenti attivi) in pochissimo tempo, contrastando i colossi dell’interazione online come Facebook, Twitter e YouTube. TikTok è però nel mirino di quasi tutto l’occidente, e non solo. Il primo Paese a bandirne l’uso è stato l’India, con un recente passato non proprio pacifico con la Cina, che ora potrebbe passare all’attacco di molte altre app cinesi. In Europa, invece, si studiano possibili violazione del gdpr, il regolamento della privacy. Gli Stati Uniti, come prevedibile, sferrano un attacco deciso tramite la voce del Presidente Donald Trump, in procinto di chiedere la messa la bando dell’app. La causa, di nuovo, un possibile rischio per la privacy dei cittadini americani che, secondo il typhoon, vedrebbero i loro dati venduti al governo di Pechino.



L’incognita Microsoft

Subentra, nella marea di battaglie a TikTok, Microsoft. L’azienda di Bill Gates sembrerebbe seriamente intenzionata all’acquisto della piattaforma. Trattativa agevolata dalla proposta di vendita di ByteDance, in possesso tutt’ora di TikTok. Le motivazioni sono chiare: il social cinese è in crescita esponenziale, e i suoi profitti aumentano proporzionalmente. Microsoft, pur possedendo già Linkedln, si trova al momento in netto svantaggio rispetto agli altri colossi americani, per lo meno per quanto riguarda il punto di vista social. L’inglobamento di una realtà forte come quella di TikTok ofrirebbe all’azienda un potenziamento importante, garantendole un posto diretto nella competizione tra Facebook e Twitter. Ma ad abbassare i toni della discussione ci pensa lo stesso Donald Trump, che si dichiara fortemente contrariato all’idea. Resta difficile quindi una concretizzazione della trattativa, per quanto Microsoft sembri davvero intenzionata a farsi avanti.