Oscar, Nuove regole d’inclusione dall’Academy

Per la 96esima premiazione hollywodiana nel 2024 entreranno in vigore nuove particolari regole. Sono standard che i film candidati per Best Picture (la categoria pià importante della cerimonia) dovranno mantenere per poter essere ammessi  



9 Sett. – Negli ultimi anni Hollywood è stata la centro di numerosi dibatti sull’inclusività dell’industria cinematografica rispetto a gruppi sociali considerati come minoranze, che siano etniche, di orientamento sessuale o di genere. Per la 96esiame edizione, nel 2024, l’Academy aggiornerà il proprio regolamento, con nuove regole il cui fine sarà proprio quello di diversificare il panorama moderno, riducendo un po’ una certa egemonia dei ‘bianchi’.  



I nuovi standard 

Gli standard indicati saranno divisi in quattro categorie: A, B, C e D. Per quanto riguarda il primo di questi il film candidato dovrà rispettare almeno uno di questi tre criteri: 

A1 – Almeno uno dei protagonisti, o comprimario, dovrà esser parte di una minoranza etnica.  

A2 – Almeno il 30% degli attori in ruoli secondari o marginali dovrà far parte di gruppi poco rappresentati (si intende qui anche di orientamento sessuale o genere).  

A3 – La storia o tema principale dovrà essere incentrato su uno dei gruppi meno rappresentati (di nuovo: genere, etnia od orientamento sessuale).  

Passando alla categoria B, uno tra i tre criteri. 

B1 – Almeno due delle leadership di dipartimento dovrà far parte di un gruppo sociale o etnico generalmente non rappresentato (per dipartimenti si intendono i ruoli di maggiore spicco, come il direttore del cast, la fotografia o il regista) 

B2 – Altre sei posizioni chiave all’interno del team (creativo o tecnico) da parte di persone appartenenti a minoranze.  

B3 – Almeno il 30% della troupe con individui di minoranze 

La terza categoria, la C, riguarda due criteri da rispettare.  

C1 – Apprendistati o tirocini pagati di persone incluse in minoranze etniche, di genere o altro, in dipartimento come VFX, produzione, musica, post produzione.  

C2 – La produzione dovrà offrire opportunità di lavoro, o di insegnamento lavorativo, rispetto a minoranze.  

Ultima categoria la D, con un solo criterio.  

D1 – La produzione dovrà avere almeno un produttore esecutivo senior appartenente alle minoranze elencate, di etnia, genere, sesso o altro.  

A commentare gli aggiornamenti con un comunicato ufficiale sono il Presidente dell’Academy David Rubin e il CEO Dawn Hudson: “La visione deve aprirsi per riflettere la nostra diversa popolazione mondiale sia nella creazione di film che nelle modalità con cui il pubblico si connette ad essi. L’Academy è impegnata a ricoprire un ruolo chiave nel contribuire a rendere questo una realtà”.



Buone intenzioni. Modi giusti?  

Il fine dell’Academy è sicuramente positivo. La diversità anche nel mondo dell’intrattenimento, e dell’arte, oggi più che mai può e deve ricoprire un ruolo fondamentale, diffondendosi tramite le modalità classiche e potenti della cultura pop. Eppure, ancora una volta, ci si chiede se questi sono i modi più efficaci per aiutare. La libertà creativa, qualsiasi forma essa assume, dovrebbe avere il diritto sacrosanto di rimanere intatta. Il costringere, anche se solo superficialmente sulle decisioni di direttori creativi, sceneggiatori, registi, è un comportamento brusco che rischia di inimicarsi alcune frange più moderate. E sicuramente di dare una scusa alle ali radicali, potenziando i loro effetti negativi. E’ perciò importante capire che l’inclusività mai dovrà porsi come obbligo morale di un’industria creativa. Si può chiedere un contribuito, è sicuramente prezioso, ma al tempo stesso il dovere non deve riguardare un processore creativo che viaggia parallelamente alle battaglie sociali. Ci sono film, opere, che possono fare tanto sotto questo aspetto, ma per essere davvero di aiuto devono essere lasciate liberi di manifestarsi secondo volontà propria. L’imporsi burocraticamente è quanto di più sbagliato si possa fare, ma che purtroppo quasi è diventata la normalità in un’America spaccata.