Netflix, In arrivo la reunion di Boris

La serie cult italiana potrebbe tornare con alcuni episodi speciali. La ragione: il successo che la produzione ha riscosso su Netflix Italia da quando è tornata online




15Lug. – Poche serie tv italiane hanno lasciato il segno come Boris. L’opera scritta dal compianto Mattia Torre è entrata a far parte della cultura popolare del bel Paese, riscuotendo ulteriore successo con l’arrivo sulla piattaforma streaming digitale Netflix. Il produttore Lorenzo Mieli, in un’intervista a Repubblica, ha parlato anche della serie cult, rispondendo alla domanda postagli proprio in riferimento all’anniversario della morte di Torre. “Nell’ultimo mese l’ho sognato quindici volte. Sono cresciuto con Mattia, il più brillante di tutti. Il 19 Nicola Maccanico gli dedica la giornata su Sky e visto il successo di Boris su Netflix pensiamo ad una piccola grande reunion per una serie breve con tutti i personaggi”, ha dichiarato.



Boris come cult

Sono quarantadue gli episodi che compongono le 3 stagioni di Boris. Un tempo sufficiente per permettere alla storia di entrare nel cuore di milioni di appassionati. La serie racconta il dietro le quinte di una fantomatica fiction di produzione della ‘Rete’, un ente televisivo quantomeno vicino all’evidente controparte reale. Il metodo dissacrante e ironico con cui ci vengono mostrate le vicende della troupe è ormai celebre, anche e soprattutto per lo straordinario cast: Francesco Pannoffino, Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti sono solo alcuni dei nomi coinvolti nella produzione. La realtà televisiva italiana, tra fiction scadenti, attori arroganti e registi decisamente mediocri, viene inserita nel contesto spiccatamente italiano della raccomandazione, indissolubilmente legata al mondo politico canonico, in un intreccio di storie che vanno dall’assurdo al ridicolo più sincero.

La capacità di mettere a nudo una quotidianità alle volte sconosciuta, nota solo agli addetti ai lavori, è stata sicuramente uno dei motivi dell’incredibile successo riscosso dalla serie. Si aggiungano poi dei personaggi ‘maschere’ scritti con un criterio di assoluto allegorico: c’è lo stagista ambizioso e maltrattato, un direttore della fotografia disilluso, l’attrice pronta a spiccare il volo nelle oscure realtà del gossip italiano. Boris ha raccontato di una televisione italiana maltrattata, dove il bravo viene messo da parte e il mediocre ricompensato, in un perenne gioco di equilibri e poltrone. Lo ha fatto riuscendo ad elevarsi, divenendo cioè quella stessa speranza che nel proprio racconto è calpestata da un modo di fare tutto italiano. La serie è attualmente disponibile su Netflix, non invecchiata e assolutamente godibile anche oggi. Purtroppo, forse.