Il vino nella tradizione pasquale. Dalla religione alla tavola

Il vino nella tradizione pasquale non può mancare. Importante simbolo, come nella religione così anche in tavola, ecco tutto ciò che c’è da sapere 

Un’altra festività nelle mura di casa, costretti, per il secondo anno consecutivo, dalla “zona rossa nazionale”. Una Pasqua, dunque, differente ma sempre all’insegna del cibo e del buon vino. Bollicine, bianchi e rosè, ad ognuno il suo. Che sia famoso in tutto il mondo o autoctono italiano, sulla tavola di certo non può mancare una buona bottiglia di vino. Una delle bevande più cariche di significato e simbolismi. Nella Bibbia, infatti, la vite rappresenta il benessere e la fecondità e, il vino, è simbolo di gioia, festa e banchetto. Inoltre, è proprio nel mese di aprile che il vino raggiunge l’equilibrio in bottiglia. Dopo la vanificazione e l’affinamento nei sotterranei della cantina, questo è il momento di assaggiarlo e vedere se è pronto per tornare alla luce. Dunque, quale periodo migliore, se non questo, per aprire una bottiglia di vino? Non resta che vedere quali sono i più adatti all’occasione.

Vino e religione

Il vino viene più volte citato nei libri della Bibbia. Questo, ha un’accezione positiva. É simbolo della gioia di vivere, nonchè bevanda che, infatti, Dio stesso offre agli assetati insieme all’acqua. Quella bevanda che, secondo le sacre scritture, allieta il cuore dell’uomo. Gesù stesso non si disdegna di berlo e, il primo miracolo che compie, è proprio la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana. Il culmine del simbolismo è raggiunto dalle parole di Cristo nell’ultima cena. Qui, infatti, il vino evoca il sangue versato a sigillo della nuova alleanza e la gioia dell’imminente banchetto salvifico. Infatti, secondo quanto narrato dalla Bibbia, nella notte in cui fu tradito, Gesù prese il pane lo spezzò e disse “‘Prendete e mangiate, questo è il mio corpo, che sarà dato a morte per voi: fate questo in memoria di me”.  Dopo aver cenato, invece, prese il calice dicendo “Questo calice è il nuovo testamento nel mio sangue: fate questo, tutte le volte che ne berrete, in memoria di me”. 

Un vino per ogni menù

Che il menù sia di carne o di pesce, il vino, di certo, non può mancare. É importante, però, scegliere quello giusto. L’obiettivo di questa bevanda è, infatti, quello di esaltare il sapore dei piatti e lasciare che il palato sperimenti un’esperienza dei sapori perfettamente equilibrata e decisamente deliziosa. In questo modo si potrà trarre il meglio da ciò che si sta mangiando. Ovviamente, il vino, può essere abbinato praticamente con tutto. Ci sono quelli che si sposano meglio con la carne, quelli che, invece creano un’armonia perfetta con il pesce e, per finire, quelli che vanno d’accordo con aperitivi e dessert. Per quanto riguarda il menù pasquale, solitamente la carne fa padrona ma le tradizioni variano di regione in regione. Dunque, per chi prediligerà un menù di pesce, è sempre consigliata una bottiglia di buon vino bianco.

Il Vermentino di Monteverro, dal sapore delicato e aromatico, per esempio, è perfetto sia con piatti di pesce ma, anche, con antipasti o, da solo, come semplice aperitivo. Per coloro che seguiranno la tradizione, invece, il compagno perfetto di carni e formaggi, è il sinuoso e vellutato Tinata. Altra idea per l’antipasto è il Rosato Vittoria Doc. Un vino fresco, leggero e leggermente amarognolo che pulisce il palato preparandolo al boccone successivo. Per accompagnare il dessert, in modo particolare, la Colomba, il dolce di Pasqua per eccellenza, delle bollicine o un Franciacorta sono perfetti. Con le uova di cioccolata, invece, il Passito di Pantelleria è una piacevole garanzia.

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