Coronavirus, La cancellazione dei concerti mette in ginocchio il mondo della musica

A causa dell’emergenza per il virus e al distanziamento sociale, il 2020 avrà un’estate senza musica dal vivo e per il mondo della musica e dei concerti si conta una perdita di 1 miliardo. D’Alessandro (LuccaSummerFestival): “La nostra categoria è stata abbandonata”

 

 

22 Mag. – Il mondo della musica chiude momentaneamente i battenti. Per l’estate 2020 niente festival e concerti per i fan dei tanti musicisti che erano in programma. Da Vasco Rossi a Paul McCartney, passando per Rock in Roma a Lucca Summer Festival, tutto è stato rimandato all’anno prossimo.  Una decisione maturata nel corso di questi ultimi due mesi dall’Associazione Assomusica, utile per salvaguradare la salute pubblica e, quindi, per evitare assembramenti. Una scelta che è stata condivisa da tutti i produttori e gli organizzatori degli eventi musicali dal vivo, ma che, nonostante tutto, sono già al lavoro per riprogrammare i concerti per l’estate del 2021. Una brutta notizia per tutti gli appassionati di musica dal vivo e per tutti coloro che lavorano in questo mondo.

 

 

Grande perdita economica per il settore. Un miliardo di euro in fumo per l’Italia

Secondo le ultime stime di Assomusica, a fine stagione estiva ammonteranno a circa 350 milioni di euro le perdite per il solo settore del live a cui si devono aggiungere anche le perdite legate all’indotto, che l’ente stima in circa 600 milioni di euro per un totale di quasi un miliardo di euro persi. L’Italia è tra i più importanti mercati per la musica dal vivo e occupa il sesto posto nella classifica mondiale, insieme al Canada, con 589 milioni di dollari di ricavi legati alla vendita di biglietti nel 2018. A partire dal 2012, ha registrato una costante crescita di ricavi che, secondo le stime prima dell’arrivo della pandemia, sarebbero cresciuti entro il 2022 di un ulteriore 5-15%.

 

 

Business miliardario per il mondo e per il Belpaese. D’Alessandro: “Se non arrivano aiuti è un disastro”

La music economy intesa come somma di ricavi della discografia, dei diritti d’autore, del business dei concerti musicali e degli strumenti, vale qualcosa come 69 miliardi di dollari nel mondo, 1,4 miliardi di euro in Italia. Mimmo D’Alessandro, organizzatore del Lucca Summer Festival ha affermato: “La nostra categoria è dimenticata e maltrattata, ci trattano da invisibili, nessuno pensa a cosa muoviamo. La musica in Italia vale circa un miliardo di euro di fatturato, dà lavoro a migliaia di persone. Solo io a Lucca ho al lavoro 1.200 persone e quest’anno faccio salti mortali per tenere in piedi la mia struttura, per non licenziare nessuno, al momento la cassa integrazione la pago io, ma se non arrivano aiuti è un disastro”.