Zodiac, Caccia al killer e alla notizia

Oltre ad essere rinomato per la sua vasta scelta di serie tv, Netflix non manca di pellicole cinematografiche. Si distingue dalla concorrenza, offrendo un ampio assortimento di film che stuzzicano l’interesse dello spettatore, spesso ispirati a fatti realmente accaduti. Zodiac è uno di questi



7 Sett. – La trama del film, dal produttore Fincher, trasporta lo spettatore in un particolare ambiente lavorativo, quello di una redazione giornalistica. Gli appassionati al genere thriller e non, si trovano così nel retro scena di un’indagine, a fianco dei protagonisti principali che sono detective e giornalisti. Vengono rivissuti così tutti gli aspetti quotidiani della vita di Redazione. La riunione mattutina, i consigli o rimproveri del capo e la necessità di essere i primi a dare la notizia, specie quando questa è particolarmente d’impatto. Il personaggio dell’assassino si muove invece come un’ombra, una presenza percepita, ma mai inquadrata, quindi secondaria. Indirettamente il fautore della pellicola tende ad offrire un punto di vista differente. La vicenda è focalizzata su come si svolgono le ricerche, non su ciò che compie l’assassino. La dinamica delle azioni si sviluppa dal dualismo tra la figura del poliziotto, alla caccia del killer, ed il giornalista alla ricerca della notizia. Lo spettatore coglie la dura tensione, restando fino alla fine con il fiato sospeso. Pur risultando nel complesso di piacevole visione, il film non risulta essere esenta da qualche critica considerazione. Ad esempio si pone l’accento sulla professionalità ed il ruolo dei personaggi, ma se ne trascurano personalità e carattere. Anche la sceneggiatura a volte rimane vittima di repentini riferimenti e cambi di scena, disorientando lo spettatore rispetto al tema principale.



L’intervista di David Fincher con il magazine Empire, fa luce sugli elementi di critica  

Il regista ha partecipato all’intervista fornendo delle risposte e critiche su molte sue opere, tra cui anche Zodiac. Fincher ha dichiarato che per il materiale raccolto, il suo capolavoro sarebbe potuto durare cinque ore, ma così non è stato. La lunghezza con il quale effettivamente è stato pubblicato, è stata poi giustificata “A causa del formato abbiamo dovuto restringere, andando successivamente a bloccare la durata a 2 ore e 45 minuti – ha affermato –. Chiaramente ciò ha fatto sì che venissero escluse moltissime cose che avrebbero meglio caratterizzato i personaggi. A causa di questo taglio il film non è uscito profondo quanto avrebbe potuto essere se fosse stato ad esempio una serie tv”. Alla luce dei fatti ha espresso la sua preferenza per il formato televisivo. Le serie tv infatti, permettono di caratterizzare maggiormente un personaggio, lasciandogli più tempo materiale per esprimersi. Fincher si è dichiaratamente opposto ai cineasti che, osservando il suo film, lo hanno definito un capolavoro. È il caso del suo collega Guillermo del Toro, che in seguito alla visione, ha esordito sui social “È stato uno dei migliori film che abbia avuto memoria di vedere ultimamente”.