Coldiretti: 3 italiani su 4 sono vittima del terrorismo alimentare

 

Il latte, il glutine, la carne rossa, l’olio di palma sono solo alcuni degli alimenti finiti nel mirino del terrorismo che da anni ormai minaccia la tavola degli italiani.

Coldiretti: 3 italiani su 4 sono vittima del terrorismo alimentareTre italiani su quattro (66%) si preoccupano delle conseguenze del cibo che consumano: è quanto emerge da una recente indagine della Coldiretti/ixe’. Con il fine di debellare il virus delle fake news alimentari che infetta il web, Coldiretti e l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura hanno dato il via alla campagna #stopfakeatavola.

È il web infatti la fonte di conoscenza dalla quale attinge il 53% degli italiani, alla ricerca di informazioni riguardanti la qualità dei cibi e prodotti alimentari consumati. La metà almeno, secondo l’indagine della Coldiretti, prende parte a community/blog/chat in internet incentrate su temi alimentari e sul cibo. Ma nel pozzo senza fondo della rete la minaccia “bufala alimentare” è proprio dietro l’angolo. Dal mondo del web nascono le fake news, che si moltiplicano e che influenzano le scelte dei consumatori in modo non sempre corretto. La conseguenza è una serie di comportamenti senza alcun senso e spesso anche non salutari. “La scorretta informazione nell’alimentare ha un peso più rilevante che negli altri settori perché va a influenzare direttamente la salute. Per questo dobbiamo prestare particolare attenzione ed essere grati a quanti sono impegnati nello smascherare gli inganni” riferisce il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Una scintilla basta per scatenare un’esplosione mediatica con conseguenze rilevanti per tutta la società.

È ciò che è successo nel 2015 dopo la pubblicazione del rapporto dell’OMS che confermava una relazione tra un minor consumo di carni rosse e lavorate e la riduzione del rischio di tumori al colon (ribadendo quanto già riportato nel rapporto su Alimentazione e tumori del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro del 1997). Ma la risonanza e il linguaggio allarmistico con cui il web e i media hanno riportato la ricerca ha diffuso panico e paure, causando in soli tre mesi un calo delle vendite nella grande distribuzione stimato tra il 5 e il 7 per cento.

E come dimenticare il caso olio di palma, dal 2015 indicato per legge sulle etichette dei prodotti che ancora non sfoggiano la scritta “senza olio di palma”. Ma la lista potrebbe continuare con il latte che fa venire i tumori e pro infiammatorio, le uova ricche di colesterolo, il pesce contaminato da mercurio, diossine e PCB, i cereali con il glutine e causa di diabete, i legumi con le saponine, l’acido fitico e gli anti nutrienti, fino a frutta e verdura con fitofarmaci e pesticidi. Insomma, un mare di notizie e presunti “studi scientifici” che a colpi di click sarebbero pronti a svuotare frigoriferi e dispense, lasciando in tavola soltanto l’acqua, se non contiene sostanze nocive.

Internet però non va criminalizzato” aggiunge Moncalvo “perché può svolgere un ruolo di controllo importante in un sistema in cui l’informazione alimentare rischia di essere influenzata soprattutto dalle grandi multinazionali grazie alla disponibilità di risorse pubblicitarie”. Secondo il presidente della Coldiretti infatti “fake news sono anche le pubblicità delle aranciate che contengono appena il 12% di succo o il prosciutto nostrano che è fatto con maiali tedeschi senza alcuna informazione in etichetta per i consumatori”.Coldiretti: 3 italiani su 4 sono vittima del terrorismo alimentare

Se da un lato quindi il web risulta il covo delle bufale, dall’altro può essere una grande risorsa per contrastarle. Ma per evitare al cittadino di giocare con questo fuoco di notizie, la Coldiretti ha dato il via al progetto ‘Campagna Amica’ con cui si impegna nell’educazione nelle scuole e nell’informazione nei mercati degli agricoltori. Il fine della campagna è di “ricostruire un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma nel segno della trasparenza. Un arricchimento culturale che, con la conoscenza diretta, contribuisce a combattere le fake news, ma anche ad adottare comportamenti di acquisto più consapevoli che aiutano a scegliere i prodotti sugli scaffali” conclude Moncalvo.

Il terrorismo alimentare che in questi anni si è diffuso in rete, in radio e in tv, fatto di falsi allarmismi, esagerazioni, fake news ha riempito di ansie e paure un rapporto, quello tra uomo e cibo, che invece dovrebbe essere sereno. Questo è l’esempio del potere imperante dei mass media nella società, che riesce a far passare il falso per vero, il “fake” per scienza, attraverso un’efficace e  velocissima diffusione di notizie a macchia d’olio.

Non olio di palma eh.

https://www.youtube.com/watch?v=_w4m-kWAueo

Antonella Manili