Pedopornografia, In Toscana scoperta una ”chat dell’orrore”

Adolescenti tra i 13 e i 17 anni si scambiavano, in una chat segreta del dark web, immagini con contenuti a carattere pedopornografico. Denunciati 20 minorenni



12 Lug. – Video che rappresentano la quintessenza del sadismo e che ragazzini di 13-17 anni si scambiavano come per gioco. La denuncia è partita a Lucca da una mamma che aveva scoperto sul cellulare del figlio 15enne, video hard di minori. Tra i filmati sequestrati dalla polizia, numerosi file ‘’gore ’’ (dall’inglese ‘’incornare ’’) provenienti dal dark web (il lato oscuro di Internet). Si tratta dell’ultima frontiera della divulgazione illegale riguardante immagini e video di suicidi, squartamenti decapitazioni e mutilazioni.



Operazione “Dangerous images”, le indagini della polizia postale

A scoprire il tutto gli investigatori della polizia postale della Toscana, coordinati dalla procura presso il tribunale per i minori di Firenze, con l’indagine battezzata ”Dangerous images ”. Dopo 5 mesi di indagini il Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, dottor Antonio Sangermano, ha ritenuto necessario interrompere subito “l’attività delittuosa” dei minori. Numerose le perquisizioni eseguite dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, coordinate dal CNCPO (Centro Nazionale Contrasto alla Pedopornografia Online), che hanno fatto emergere l’orrore di certi file. Le ipotesi di reato per le quali la magistratura sta procedendo sono in concorso, detenzione, divulgazione e cessione di materiale pedopornografico, detenzione di materiale e istigazione a delinquere aggravata.



Tutti minorenni, il più “Anziano” di 17 anni

I giovanissimi vivono sparsi nelle province di Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza. Distanti ma vicini tramite le applicazioni Whatsapp, Telegram e social network, con le quali si scambiavano video e immagini. L’orrore è soprattutto nel contenuto dei file raffiguranti sevizie su minori. La procura sta indagando sull’eventuale ipotesi che dietro la “Chat dell’orrore” ci sia qualcuno che manovra il tutto. Rimane difficile pensare che ragazzini di quella età abbiano montato un tale circolo vizioso. Assurdo ma reale, dal momento che i minori dovranno rispondere in tribunale di più reati.