Milano, Massaggiatrice orientale uccisa. Un testimone si fa avanti

La donna era solita lavorare anche la sera fino alle 4 di notte in un di karaoke della città che ospitava solo cinesi facoltosi



19 Ott. – Spuntano nuove prove per il caso della massaggiatrice cinese Hong Songmei, massacrata di botte e poi strangolata a morte. Tra i nuovi indizi ci sarebbero testimonianze ed una possibile traccia di Dna.



Il locale dove lavorava Songmei

La donna era solita lavorare di notte in un locale di karaoke, come cameriera, poco distante da casa sua, la stessa dove è stato rinvenuto il corpo. Il locale durante il giorno è chiuso al pubblico, per poi aprire direttamente la sera e restare aperto fino alle 4 del mattino. Si presenta come una struttura completamente anonima e quasi in uno stato di abbandono, situata in un luogo non di passaggio. Tuttavia, non è completamente nascosto dato che, giunti davanti alla porta si trova un campanello con il nome del club, al di sopra c’è la scritta del locale, fatta in caratteri cinesi, dato che i frequentati solo esclusivamente da cinesi facoltosi.



L’inizio delle indagini e la ricostruzione dell’aggressione

Le indagini sono partite dall’aprile scorso, da quando è stato appunto ritrovato il corpo senza vita di Songmei, 54 anni, a casa sua, situata in via Esterle. Tra le persone subito indagate c’è stata la coinquilina che condivideva con la vittima l’abitazione. L’appartamento ovviamente è stato subito posto sotto sequestro. Dai vari interrogatori si è scoperto che la coinquilina, divideva con la vittima anche gli affari che gestivano in casa loro.

La polizia ha ricostruito con più precisione cosa potesse essere accaduto a Songmei. Sicuramente è stata un’aggressione iniziata da una lite, divenuta subito molto violenta, fatta da una persona che doveva avere per molta forza fisica e indiscutibilmente rabbia in vena. La vittima ha subito un forte colpo alla testa e di conseguenza una ferita profonda all’arcata sopraccigliare destra e un grosso ematoma all’occhio. L’urto del colpo è stato così forte che la scientifica ha trovato sia una ciocca di capelli strappata per terra, accanto alla tempia, che un orecchino rotto. L’aggressore, non ancora soddisfatto di ciò, ha continuato con la donna strangolandola, lasciandole evidenti segni sul collo, e infine l’ha anche soffocata ponendole con forza un cuscino sulla bocca. Songmei è stata ritrovata vestita e sdraiata sul letto, con sangue che le usciva da naso e bocca. Per la polizia aveva dato appuntamento all’uomo, visto che non sono stati trovati segni di effrazione in casa.

Nell’appartamento lo smartphone non è stato trovato, ma fortunatamente, grazie alle sue amiche, che hanno dato il numero alla polizia, non è stato difficile risalire alle telefonate delle ultime ore. Proprio da queste telefonate si sta cercando di capire chi possa essere l’assassino e con l’aggiunta della prova del Dna, la pista si potrà stringere sempre di più.