Usa, L’alba di un nuovo Medio Oriente: firmati gli Accordi di Abramo

“Storico giorno per la pace in Medio Oriente”, si legge in un tweet di ieri del presidente statunitense Trump, il quale ha ospitato alla Casa Bianca la cerimonia della firma degli Accordi di Abramo. Israele, Emirati Arabi e Bahrein hanno finalmente siglato una pace che porterà la fine del conflitto arabo israeliano per sempre



16 Sett. – Nella giornata di ieri, la Casa Bianca ha ospitato nel suo giardino, al fine di garantire il distanziamento sociale, circa 200 ospiti per l’evento che ha segnato una svolta nella storia: la siglatura degli Accordi di Abramo; “siamo qui per cambiare il corso della storia” ha infatti annunciato Trump dal suo balcone rivolgendosi loro e poi ancora: “oggi è una giornata incredibile per il mondo intero”.

Durante la cerimonia il presidente Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu assieme ai ministri degli Esteri di Bahrein ed Emirati hanno firmato la copia dell’accordo in tre lingue (arabo, inglese ed ebraico), accordo che garantirà la normalizzazione dei loro rapporti in vista di “un futuro in cui arabi e israeliani, musulmani, ebrei e cristiani possano vivere insieme, pregare insieme e sognare insieme, vicini, in armonia”.

Trump ha intenzione di stringere accordi anche con l’Iran dopo le elezioni, ma il presidente sospetta che Teheran stia aspettando l’esito delle presidenziali nella speranza di siglarne uno migliore con l’oppositore Joe Biden.


L’invito e l’augurio di Netanyahu: “A tutti gli amici di Israele nel Medio Oriente, quanti sono oggi con noi e quanti si uniranno domani, dico Salam Aleikum”

Il primo ministro israeliano è certo che anche altri paesi (altri cinque o sei, dice Trump) si uniranno in nome di questo accordo e promette che questa pace durerà anche dopo la fine della pandemia. Nethanyahu ha inoltra ringraziato Trump per la sua “decisiva leadership” sottolineando ancora l’importanza ed il significato di un evento simile la cui atmosfera ha ricordato molto quella dei Trattati di Pace del passato.

Conosco il prezzo della guerra” ha detto il primo ministro, citando le parole del suo predecessore, ricordando la firma degli accordi di Oslo nel 1993 per poi lasciarsi prendere dal ricordo della morte del fratello Yoni durante un’operazione di salvataggio degli ostaggi di Entebbe; “Il popolo di Israele conosce il prezzo della guerra”, ha poi aggiunto.

Per il ministro degli Esteri del Bahrein questo evento, che fino a poco tempo fa era solo un sogno irrealizzabile, ha segnato “un’opportunità d’oro per la pace, la sicurezza e la prosperità per la nostra regione”. Tutta via ammette che questo è solo un primo passo importante e che d’ora in poi “spetta a noi” seguitare nell’accordo di pace israelo-palestinese.

Secondo il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi la normalizzazione degli rapporti con Israele servirà al suo Paese per sostenere i palestinesi nella realizzazione di un loro Stato indipendente. “Ci permetteranno di stare a fianco del popolo palestinese e di aiutarlo” , ha detto chiaramente Abdullah bin Zayed Al Nahyan, che poi ha ringraziato Netanyahu per avere messo fino all’annessione dei territori palestinesi.