Strage di Ustica, Dopo 40 anni nessuna verità. Il presidente Bonaccini: «E’ qualcosa che dobbiamo ancora a noi stessi»

Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo, precipita nel mare di Ustica non lasciando superstiti. Oggi, per il 40esimo anniversario dalla strage, è prevista una cerimonia commemorativa in Consiglio comunale a Bologna




27 Giu. – Delle 81 persone a bordo, 4 erano uomini dell’equipaggio e 77 i passeggeri. Due di loro avevano meno di due anni, quando il DC-9 si è abbattuto in mare a 3700 metri di profondità. Una tragedia a cui oggi non sappiamo ancora dare una risposta. La motivazione che venne data quella sera del 1980 è legata a problemi strutturali dell’impianto aereo. Nel 1982 però, la Commissione d’inchiesta ministeriale smentì quanto pensato fino ad allora, dichiarando che il DC-9 non avesse subito né un cedimento strutturale né una collisione in volo. Oggi a distanza di 40 anni si celebra l’anniversario di questa tragedia per la quale, secondo le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, continuano le indagini per capire la causa dello schianto.  ‘’Vogliamo una completa verità e vogliamo giustizia: come Regione e come cittadini, ribadiamo il nostro impegno concreto a chi non ha mai smesso di indagare e di battersi per arrivarci. Lo dobbiamo alle vittime e ai loro familiari, all’instancabile azione dell’Associazione che li riunisce e della presidente Daria Bonfietti, alimentando la memoria, impedendo che possano prevalere il silenzio e l’oblio”. Stefano Bonaccini è inoltre atteso alla cerimonia commemorativa, così come il presidente della Camera Roberto Fico.



Caso Ustica, tante le ipotesi ma ancora nessuna accusa certa

Ancora incerte le prove su ogni possibile incriminazione. Nel 1990 l’accusa di Gheddafi contro gli americani. L’ipotesi era quella che la notte della tragedia gli americani, nel tentativo di colpire due caccia libici di scorta all’aereo del leader libico, avessero abbattuto erroneamente il DC-9. Nel 1992 vengono incriminati 13 ufficiali dell’Aeronautica, con l’accusa di ‘’attentato contro gli organi costituzionali e contro le assemblee regionali” e con l’aggravante di alto tradimento e falsa testimonianza. Nell’agosto 1999 il giudice Rosario Priore firma la ”sentenza-ordinanza” con la quale rinvia a giudizio 4 generali, Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo, e altri 5 ufficiali, scrivendo che l’aereo sarebbe stato abbattuto con un’azione di guerra non dichiarata. Tutti verranno poi assolti in Cassazione. Un nuovo tassello al caso viene aggiunto nel 2008, quando Francesco Cossiga incolpa la Marina Francese. Solo recentemente sono state ricostruite le ultime parole di uno dei piloti: ‘’Guarda…cos’è ’’. Cosa avessero visto rimane un mistero, come il diritto a quella verità che tutti cercano da anni.



Il deputato Delrio: ”La verità su Ustica è possibile”

Forti anche le parole del capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio: ”Il Gruppo del partito democratico alla Camera userà tutte le sedi istituzionali per chiedere che quel passo in avanti decisivo venga fatto al più presto. È l’impegno che ho preso con Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione delle famiglie delle vittime in un incontro, alla vigilia del quarantesimo anniversario della strage, a cui hanno partecipato i colleghi De Maria, Borghi, Benamati, Critelli, Rizzo Nervo, Soverini e Verini, oltre al segretario del Pd di Bologna Tosiani. Va combattuto qualsiasi ulteriore tentativo di depistaggio che ancora emerge e sostenuta invece ogni azione del nostro Paese per arrivare ai responsabili di quello che la giustizia ha dichiarato essere stato un vero e proprio atto di guerra. L’Italia deve pretendere la collaborazione dei paesi stranieri coinvolti nella strage: lo deve alla memoria delle 81 vittime, ma anche al rispetto della sovranità nazionale. Chiederemo inoltre come Pd che sia individuato a Palazzo Chigi un referente del governo che segua da vicino gli ulteriori sviluppi verso l’accertamento della verità’’.