Sinner sconfitto: Hubert Hurkacz vince in due set la finale del Masters1000 di Miami

Il tennista italiano di 19 anni non riesce a trionfare in finale. Vince Hurkacz in due set (7-6, 6-4)

Classe 2001. Il più giovane italiano ad essere entrato tra i primi 100 giocatori della classifica ATP.
A 19 anni e con tutti i riflettori puntati addosso hai paura di sbagliare e di perdere e nelle vene sembra scorrere solo adrenalina pura. Lo spettacolo tu vinca o perda, sarà comunque meraviglioso.

L’ascesa

Jannik Sinner è nato a San Candido, in Trentino. Si avvicina al mondo degli sci all’età di 4 anni fino ai 13, specializzandosi nello slalom gigante. A 14 anni inizia a dedicarsi al tennis a livello professionistico trasferendosi al Piatti Tennis Center di Bordighera. A soli 16 anni arriva la prima vittoria al Futures Egypt F3 ed entra così a far parte della classifica mondiale. Nel 2019 partecipa al Challenger 80 di Bergamo e diventa il più giovane italiano ad aver vinto un Challenger e il più giovane tennista italiano ad entrare nella Top 100 del ranking ATP.
Nel 2020 partecipa per la prima volta al Roland Garros, perdendo, ma non demeritando contro il più vincente tennista di tutti i tempi, Rafael Nadal. Partecipa al Masters1000 di Miami e raggiunge la finale a soli 19 anni.

La finale del Masters1000 di Miami

Non ce l’ha fatta Jannik Sinner a mettere la ciliegina sulla torta dopo un torneo straordinario.
L’amico e compagno di doppio Hubert Hurkacz, 24enne polacco, lo ha battuto in due set nell’ultimo atto del Masters1000 di Miami.
7-6, 6-4 il punteggio di un match caratterizzato dall’aria tesa che si respirava.
A partire meglio è stato Hurkacz, mentre Sinner è partito contratto. L’azzurro ha ingranato ed è entrato in partita, riagganciando Hurkacz sul 3-3. Sinner però non ne ha approfittato e con il peggior game giocato a Miami ha ceduto il servizio a zero. Segnando la svolta dell’incontro.
Ha deciso infatti il tie-break dove Hurkacz è stato sempre avanti aggiudicandoselo per 7 punti a 4.
Nel secondo set era visibile l’entusiasmo di Hurkacz che è riuscito a strappare di nuovo il servizio a Sinner. Il contraccolpo psicologico è palese. Sinner è in difficoltà e invece a Hurkacz riesce quasi ogni colpo. Jannik riesce a non perdere per la quarta volta di fila il turno di servizio e recupera uno dei due break, ma Hurkacz difende il vantaggio e lo chiude con 6-4 conquistando il suo primo ‘1000’. Dopo un’ora e quarantatré minuti finisce il sogno di Sinner.

Amici sempre

Non è facile analizzare una sconfitta, specie di un torneo importante come quello di Miami. Ma Sinner lo ha fatto con la solita lucidità e sportività. “Quando hai 19 anni, o vinci o impari. Ovviamente avrei voluto vincere, ero un po’ nervoso ieri ed oggi all’inizio del match. Semplicemente non era il mio giorno“.
In attesa dell’analisi del ko dal suo team, Sinner dichiara con quale approccio è arrivato alla finale di Miami “sono venuto qui con l’idea di vincere, visto che Rafa, Novak e Roger non avrebbero giocato. Sono venuto qui con l’idea di vincere e, partita dopo partita, di controllare il gioco. Adesso è difficile parlare della finale, ci sono ancora dentro con la testa. Ma penso di poter imparare molto“. Durante la premiazione Sinner e Hurkacz si sono scambiati parole speciali dimostrando il legame d’amicizia che li lega.
Per Hurkacz “Sinner è un ragazzo fantastico dal futuro radioso. Hai fatto un grandissimo lavoro questa settimana. È stata dura vincere con te“.

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