Scuola, Banchi a rotelle usati come “autoscontro”, ma la notizia è falsa

Per molti studenti italiani l’anno scolastico è ripartito da due giorni, ma non sono mancate polemiche e denunce di vario genere, così come non sono mancate le fake news circa la pessima gestione del rientro in classe, l’ultima poche ore fa, prontamente smontata sui social



15 Sett.- “I banchi a rotelle come autoscontro. #Azzolinabocciata”, con queste parole il profilo Twitter ufficiale della Lega, ha introdotto sul social un articolo de “Il Giornale.it”, contente un video divenuto virale. Il filmato in questione raffigura un gruppo di studenti, in aula, privi di mascherina, “a bordo” dei famigerati “bachi a rotelle”, utilizzati come autoscontro.

Data la situazione di emergenza vigente, il video incriminato non ci ha messo molto a fare i giro del web e ad essere utilizzato come denuncia della gestione della didattica italiana da parte del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina.



Dai social arriva la verità: “il video è del 2017”

Dopo una prima indignazione di fronte alle immagini del video, dai social arriva una risposta, in poche ore la verità nascosta dietro al filmato divenuto virale è venuta a galla. Come precisato anche nell’articolo de “Il Giornale.it”, condiviso su Twitter dal profilo della Lega, il video sarebbe infatti datato, in quanto realizzato nel 2017. A dichiararlo l’autore delle immagini, che si è fatto avanti chiarendo ogni dubbio sulla questione e specificando come i tanto discussi “banchi a rotelle”, siano già in dotazione di alcune scuole della penisola da diversi anni.

I  chiarimenti forniti dal giovane autore del video dividono i social, tra chi attacca la disinformazione e chi invece ci tiene a sottolineare le alte probabilità che la gestione delle aule si concluda proprio come mostrato nel video. Mentre su Twitter procede la diatriba tra chi polemizza e chi esterna ulteriori preoccupazioni, a riguardo emergono le scuse del  quotidiano “La Verità”, tra le prime fonti mediatiche ad aver condiviso il filmato incriminato. Sul  profilo Twitter ufficiale, appiano infatti le scuse ai lettori per aver diffuso i contenuti incriminati.