Sci, Pressing delle Autorità regionali per salvare la stagione sciistica

A seguito delle nuove misure adottate dal governo e con l’arrivo della stagione invernale, nuovi dubbi sorgono riguardo le attività sportive. Le nuove norme, messe in atto per contenere l’innalzamento dei contagi, sembrano voler includere anche gli impianti sciistici



23 Nov. – Le regioni nordiche, quali Piemonte, Lombardia, Friuli, Valle D’Aosta e Veneto, si sono messe in moto per sollecitare il governo, onde evitare la chiusura di funivie e cabinovie. “Il governo ci ripensi: lo è sci è sicuro. Non chiudete gli impianti, salviamo la stagione turistica”, queste sono state le parole dei vicepresidenti e degli assessori. Vista la situazione, si sono fatti carico di tracciare delle linee guida, per permettere agli sciatori amatoriali di svolgere l’attività in totale sicurezza. A prendere parte alla riunione, sono stati gli assessori Martina Cambiaghi, Sergio Bini, Roberto Failoni, Federico Carner e Fabrizio Ricca, affiancati dai vicepresidenti Daniel Alfreider e Luigi Giovanni Bertschy. Il documento, approvato in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, è stato accompagnato dalla richiesta di far partire al più presto la stagione.  Nonostante ciò le parole del Ministero della Salute, sembrano voler intendere tutt’altro. Anche Il Ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, ha sottolineato un prevedibile stato di fermo per le ormai prossime vacanze sulla neve, aggiungendo “Per ora non ci sono le condizioni per una nuova stagione sciistica. Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci saranno le condizioni e per fare cosa”. Nonostante ciò, sulle piste presenti in Val D’Aosta, già si è dato il via agli impianti di innevamento artificiale, per garantire alle piste un adeguato fondo nevoso. A darne notizia, il presidente dell’Avif, Ferruccio Fournier, una nota associazione alla quale sono collegate le società degli impianti di risalita. “Visto lo scarso innevamento naturale – ha spiegato -, non possiamo più aspettare: lo scorso anno a quest’epoca c’era già oltre un metro di neve sulle nostre piste e avevamo già gli impianti aperti”.



Per rendere possibile una settimana bianca, le norme anti-Covid sono abbastanza chiare

Il comportamento da tenere, affinché sia possibile un sicuro svolgimento dell’attività sciistica, sembra essere simile a quello quotidiano. Sulle piste, verrebbe reso obbligatorio indossare la mascherina, anche se si indossa uno scaldacollo. La presenza sulle funivie o cabinovie, sarebbe al ridotta 50%, diversamente dalle seggiovie dove la percentuale rimarrebbe massima. Il numero degli skipass giornalieri acquistabili dovrebbe subire limitazioni, onde evitare assembramenti agli impianti di risalita o ai botteghini ed è stata anche formulata la possibilità di acquistarli online. I punti nei quali è più probabile l’affollamento, come gli chalet e tutte le zone inibite ai pasti, verrebbero invece rese accessibili solo con la disponibilità di posti a sedere. A controllare il totale rispetto delle misure, come è enunciato, saranno “le autorità di Pubblica sicurezza in raccordo con gli Enti locali, anche con la collaborazione del Dipartimento di Protezione Civile, del Corpo dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale e del Soccorso Alpino“. Questi sono tutti i punti presenti nel documento attuato alla Conferenza delle Regioni, il quale dovrà trovare il consenso anche dal Governo e dal Cts.