Ruth Bader Ginsburg, Addio al giudice e icona del femminismo americano

Era il 1993 quando Bill Clinton nominò Ruth Bader Ginsburg giudice della Corte Suprema. Icona liberal e femminista, era la figura più a sinistra della massima istituzione giudiziaria. Si è spenta ieri a 87 anni, dopo aver lottato per tanto tempo contro un cancro metastatico al pancreas



20 Sett. Non chiedo favori per il mio sesso, chiedo solo che smettano di calpestarci” , un motto questo che l’ha accompagnata per tutta la vita e che verrà tramandato alle generazioni future. Nata in una famiglia ebrea, si è laureata nel 1955 a Harvard, nel periodo in cui le donne potevano finalmente essere ammesse. Ma dopo la laurea ecco la prima difficoltà: nessuno voleva assumere un avvocato donna. Iniziò così a tenere un corso universitario su “genere e legge”, diventando una pioniera del femminismo.



Chi era Ruth Bader Ginsburg

Dalla sua prima vittoria in tribunale nei primi anni 70 per una causa di discriminazione sessuale, è stata sempre protagonista nella difesa dei diritti delle donne, sino ad arrivare a chiedere che la discriminazione sessuale venisse equiparata a quella razziale. A Washington infatti, dopo alcuni minuti dalla diffusione della notizia della sua morte, fuori la Corte Suprema hanno iniziato a raccogliersi numerose persone in lutto con candele e fiori, per dare un ultimo saluto a una donna che ha dato molto alla comunità. Il suo volto era raffigurato su spille e tshirt, e la sua vita raccontata in un meraviglioso film del 2018 con Felicity Jones che l’interpretava. Ruth ha trascorso un’intera esistenza a lottare per i diritti delle donne e la comunità LGTB. “Io dissento” è la frase che più la caratterizzava e con la quale ricorderemo questa donna che ha fatto la storia.  



Ora rimane un forte dubbio

Riuscirà ad ottenere ciò che ha espressamente chiesto sul letto di morte? Il suo più grande desiderio era quello di non essere sostituita fin quando un nuovo Presidente non si insedierà, ma è difficile immaginare che Donald Trump si lasci sfuggire l’occasione di nominare un altro giudice conservatore.