Otto anni fa il ritiro di Benedetto XVI

Sono passati otto anni dalla rinuncia di Rtzinger al pontificato ma, oggi come allora, il papa è convinto di aver fatto la scelta giusta. 

Sono passati esattamente otto anni da quando Papa Benedetto XVI comunicò di voler rinunciare all’incarico di sommo pontefice. Joseph Ratzinger annunciò, quindi, le sue “dimissioni” l’11 febbraio 2013 che divennero, però, formalmente efficaci alle ore 20 del 28 febbraio. Una scelta che lo stesso Papa, ancora oggi, definisce “difficile” ma “fatta in piena coscienza”. Quella di lasciare la Cattedra di San Pietro è stata una decisione che non tutti hanno gradito e accettato . Molti “fanatici” continuano, tutt’ora, a vedere dietro questa scelta teorie cospirative. Mentre, come ribadito nuovamente dal Papa in un’intervista a Massimo Franco del Corriere della Sera, ciò che lo ha spinto a dare le sue dimissioni è stata la sua età, già allora, molto avanzata.

La rinuncia al pontificato

Era, quindi, l’11 febbraio 2013 quando Joseph Ratzinger, più conosciuto sotto il nome pontificale di Benedetto XVI, comunicò la sua rinuncia all’ufficio di romano pontefice. Una data, questa, assolutamente non casuale. Infatti, in questo stesso giorno, cade anche l’anniversario dei patti Lateranensi, sottoscritti nel 1929. Papa Benedetto aveva, dunque, convocato un concistoro per la canonizzazione di alcuni santi e, al termine di questa riunione ecclesiastica, iniziò a leggere una dichiarazione in cui esprimeva la sua volontà di lasciare la Cattedra di San Pietro. Come previsto dalle norme vaticane, l’attestazione di Benedetto XVI, presentava una formula latina che faceva già riferimento alla sua età avanzata.“Ingravescentem  aetatem”, così iniziò il discorso Ratzinger che nulla ha voluto lasciare al caso, tanto che questa formula latina è, al tempo stesso, il titolo del documento con il quale Papa Paolo VI, nel 1970, fissò l’età massima dei cardinali a 80 anni.

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”

Queste sono state le parole di Papa Benedetto XVI . Ad esse seguirono poi le elezioni di Papa Francesco, che continua, ancora oggi, a portare avanti una politica di cambiamento all’interno della Chiesa. Ratzinger, inoltre, nel suo discorso sottolineò che per svolgere un ruolo così importante e comunicare il Vangelo, serviva il vigore sia del corpo, sia dell’animo. Un vigore che secondo egli stesso era dimiuito impedendogli di adempiere completamente alle sue funzioni.

L’ottavo Papa nella storia

Joseph Ratzinger non è stato il primo papa, nel corso della storia, a rinunciare al ruolo di sommo pontefice. Ci sono stati altri casi analoghi che, però, non sono documentati con certezza. L’ultimo prima di lui risale a 600 anni fa, più precisamente, al 13 marzo 1415 e si tratta di Papa Gregorio XII. Benedetto XVI è stato il primo pontefice in età moderna, cioè in seguito alla nascita del codice canonico, ad esercitare questo diritto. La possibilità della rinuncia è stata introdotta solo nel 1983  a condizione, però, che sia fatta volontriamete e che venga debitamente manifestata. Inoltre, dopo questo avvenimento, è stata introdotta una nuova carica, quella di papa “emerito”. Benedetto XVI è il primo in assoluto a ricoprire questo ruolo.

Papa Benedetto XVI, “credo di aver fatto bene”

Ratzinger, ha rilasciato un’intervista a Massimo Franco del Corriere della sera dove, parlando della scelta fatta ormai otto anni, afferma: “credo di aver fatto bene”. Il papa ha spiegato come questa sia stata una scelta difficile ma fatta in piena coscienza. Benedetto XVI è sempre stato ben consapevole della gravità e delle conseguenze di questo atto. Nell’intervista, fa poi riferimento anche a tutte quelle persone, “un po’ fanatiche”, che non hanno gradito e accettato questa scelta, che hanno visto dietro la rinuncia teorie cospirative, “non vogliono credere a una scelta compiuta consapevolmente. Ma la mia coscienza è a posto”. Ha parlato anche dell’imminente viaggio di Papa Francesco in Iraq sottolineando come questo sia un viaggio molto importante ma, al tempo stesso, molto difficile e pericoloso anche a causa dell’attuale pandemia di Coronavirus. “Accompagnerò Francesco con la mia preghiera”. 

 

 

 

 

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