Omicidio Vannini, la Procura: «14 anni a tutta la famiglia Ciontoli»

Terza udienza per il processo Vannini, il ragazzo ucciso da un colpo di pistola nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano. Il pg chiede una condanna di 14 anni per i Ciontoli



16 Sett. – Questa mattina si è tenuta la terza udienza del processo d’Appello bis per l’omicidio di Marco Vannini.  Due ore di requisitoria al termine della quale il procuratore generale, Vincenzo Saveriano, ha richiesto la condanna a 14 anni di reclusione per i membri della famiglia Ciontoli. In subordine il pg ha sollecitato per i figli e la moglie di Ciontoli di valutare l’ipotesi di concorso anomalo in omicidio, in base all’articolo 116 del codice penale, e condannarli alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione.  Per l’omicidio di Marco Vannini la corte d’Assise d’Appello di Roma aveva precedentemente condannato Antonio Ciontoli alla pena di 5 anni di reclusione, contro i 14 che gli erano stati inflitti in primo grado per omicidio volontario. La corte aveva confermato le condanne a tre anni per i figli, Martina e Federico Ciontoli, e per la moglie Maria Pezzillo, fino alla decisione di un processo bis.



Pg: “Una serie di menzogne, di condotte assurde e impensabili”

Il procuratore generale parla di “un disegno programmato a cui tutti hanno aderito a costo di fare morire Marco. Menzogne e reticenze segnalate già dalla Cassazione, che il 7 febbraio scorso ha disposto un nuovo processo di appello per il riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale’’. Di recente, la testimonianza di Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, è stata messa in dubbio dal Presidente della Corte Garofalo, il quale ha interrotto la ragazza durante l’udienza: “Signorina, le ricordo che lei è testimone ed ha l’obbligo di dire la verità, altrimenti incorre nel reato di falsa testimonianza. La invito ad essere più credibile!”. Alla ragazza era stato chiesto di spiegare la frase, emersa grazie alle intercettazioni e pronunciata in caserma la sera dell’omicidio: “Ti ho parato un po’ il culo anche a te”, riferita al fidanzato. Viola spiega che voleva solo aiutare Federico e che era infastidita da come era stata trattata dalla Pm. Questa mattina il Procuratore generale ha cavalcato la stessa linea, sottolineando le menzogne che hanno provocato i 110 minuti di ritardo dei soccorsi e quindi la morte di Marco :“ci hanno riempito di bugie, hanno mentito in continuazione allo scopo di evitare che il capofamiglia Antonio perdesse il posto di lavoro. Hanno fornito false informazioni ai sanitari scegliendo di rimanere inerti, per oltre una ora, e non attivare alcuna richiesta di soccorso mentre Vannini moriva dissanguato e implorava aiuto”.



Processo Vannini, la polemica sui social

La prossima udienza è fissata per il giorno 23, la sentenza il 30. Dopo questa mattina sui social si sono scagliate centinaia di persone in nome della giustizia, per Marco e soprattutto per la sua famiglia che lotta imperterrita da 5 anni per la verità. Durante questi anni la famiglia Ciontoli ha dovuto infatti fare i conti con un’assise molto più dura, quella dell’opinione pubblica.