Khashoggi, I figli del giornalista perdonano gli assassini del padre

In occasione della “notte del destino”, si torna a parlare del caso Khashoggi. Salah, figlio del giornalista saudita assassinato in circostanze misteriose in Turchia, ha pubblicato su Twitter un messaggio dove perdona gli assassini di suo padre. Non è della stessa idea la fidanzata, Hatice Cengiz

 

 

22 Mag. – Si torna a parlare della sparizione e dell’omicidio di Jamal Ahamad Khashoggi. Il collaboratore ed editorialista del Washington Post era stato assassinato in Turchia dopo essere entrato presso l’ambasciata del suo paese, l’Arabia Saudita. Un fatto che aveva messo in imbarazzo il regno, colpevolizzato di aver armato gli aguzzini del giornalista. Oggi il figlio di Khashoggi, Salah, ha scritto su Twitter che è pronto a perdonare gli assassini del padre. Una posizione non condivisa dalla compagna della vittima che, sempre tramite social, ha dichiarato: “Nessuno ha il diritto di perdonare chi ha ucciso Ahamad”.

 

 

Jamal Khashoggi, il giornalista in opposizione al regime

L’uomo era un personaggio scomodo per la famiglia reale dell’Arabia Saudita. I suoi articoli erano in aperto contrasto agli Al Saud. Un problema per il regime che spinse il giornalista, nel 2017, a trasferirsi in esilio volontario in Virginia negli Stati Uniti. Il collaboratore del Washington Post era in combutta con le scelte di politica estera del regime saudita e critico verso la repressione delle libertà individuali portata avanti dal dal principe ereditario Mohammad bin Salaman. Il 2 ottobre 2018 Khashoggi decide di recarsi presso il consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul per richiedere alcuni documenti per il suo matrimonio con Hatice Cengiz, ma da quel momento in poi si perdono le sue tracce. La fidanzata che era rimasta fuori dall’edificio preoccupata di non vederlo tornare, dopo qualche ora, lancia l’allarme e denuncia la scomparsa alla polizia.

 

 

Le indagini ed il processo per l’omicidio di Jamal

Iniziano le indagini e, controllando i filmati di alcune telecamere di sicurezza, vengono alla luce dei fotogrammi dell’entrata del giornalista all’interno del consolato ma non dell’uscita. Si fa strada l’ipotesi di un complotto. I media turchi mostrano un video di un commando saudita che arriva a Istanbul lo stesso giorno e riparte poco dopo. Gli inquirenti turchi durante una perquisizione all’interno del consolato trovano alcune prove dell’avvenuto omicidio del giornalista. L’Arabia saudita nega ogni coinvolgimento del principe ereditario e prende le distanze dall’omicidio.

Dopo versioni discordanti, vari depistaggi ed in seguito alle forti pressioni della comunità internazionale, l’Arabia Saudita ha confermato l’omicidio del giornalista. Il decesso è avvenuto probabilmente in seguito ad una colluttazione nata all’interno del consolato. Successivamente alla dichiarazione sono state arrestate diverse persone ed emessi due mandati di cattura, uno per Saud al Qahtani, stretto consigliere del principe ereditario, e l’altro per il generale Ahmad Asiri, vicecapo dei servizi segreti. Entrambi rimossi dai loro incarichi dopo l’omicidio.

Nella prima udienza del processo in Arabia Saudita, la Procura di Riad ha chiesto la pena di morte per cinque delle undici persone accusate di essere coinvolte nel delitto. L’identità degli imputati non viene resa nota. Il 23 dicembre 2019 arriva il verdetto finale in cui vengono giudicati colpevoli e condannati a morte i cinque esecutori materiali dell’omicidio. Saud al Qahtani è stato prosciolto per insufficienza di prove, mentre Ahmad Asiri è stato assolto.

 

 

Il perdono dei figli verso gli assassini del padre 

Oggi, in occasione della “notte del destino”, il figlio Salah Khasohoggi su Twitter ha commentato: “In questa notte benedetta del mese benedetto del Ramadan ricordiamo quello che dice Dio, ovvero che se una persona perdona e si riconcilia, sarà ricompensato da Allah. Pertanto, noi figli del martire Jamal Khashoggi annunciamo di perdonare coloro che hanno ucciso nostro padre, confidando nella ricompensa di Dio onnipotente”.

Diversa l’opinione della fidanzata Hatice Cengiz, che su Twitter dichiara: “Jamal è stato ucciso all’interno del consolato del suo Paese mentre prendeva dei documenti per il nostro matrimonio. Gli assassini sono venuti dall’Arabia Saudita con l’obiettivo premeditato di adescarlo, tendergli una trappola e ucciderlo. Noi non perdoneremo gli assassini né quelli che hanno ordinato l’omicidio”.