Italia, arriva a 300 il numero di medici deceduti a causa dell’emergenza Covid

Secondo gli ultimi dati i settori più coinvolti dall’infezione sono quelli socio-sanitari

Hanno superato i 300 i medici caduti a cuasa del covid. A renderlo noto la FNOMCeO, Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che chiede tutele per chi opera in prima linea contro il virus.

La situazione


Filippo Anelli, presidente nazionale dei medici, spiega come fra le principali cause di questi numeri così drammatici ci siano la carenza di dispositivi assieme alla mancata attuazione di protocolli di sicurezza. Una situazione di precarietà inaccettabile per i professionisti sanitari che ha caratterizzato il loro lavoro non solo nel corso della prima ondata della scorsa primavera ma anche durante la seconda fiammata del virus degli ultimi mesi.
Il numero sanitari infetti dal virus, ad aprile ammontava a circa 6mila, mentre a novembre a 27mila.
La Federazione afferma che “quasi la metà fra i medici sono scomparsi a partire dal primo ottobre, travolti dalla seconda ondata”.

Il vaccino obbligo deontologico per i medici

“Ogni medico iscritto all’Albo professionale ha il diritto e il dovere di vaccinarsi per proteggere se stesso e i suoi assistiti”, dichiara la FNOMCeO.Ad oggi 790mila sono le dosi di vaccino somministrate agli operatori sanitari, su un totale di circa un milione. Approssimativamente 400mila sono state invece iniettate a personale non sanitario e non appartenente alle altre categorie a rischio, quelle degli ospiti delle Rsa e degli over 80.
“Non vogliamo più essere chiamati eroi: pretendiamo fatti concreti per tutelare la nostra salute” conclude Anelli.

Un appello rinnovato

Inizia a metà dicembre la sollecitazione da parte del presidente della FNMCeO Filippo Anelli, e del CAO (albo odontoiatri), Raffaele Iandolo, al ministro della salute Speranza. “Garantire la priorità di vaccinazione anti-COVID ai nostri medici, odontoiatri, al personale dei rispettivi studi e all’intera filiera assistenziale, tutti impegnati a tutela della salute”, è stata la richiesta dei presidenti delle associazioni in una lettera diretta al ministro.
E’ stato evidente sin da subito che, per proteggere la salute di tutti i cittadini, è necessario prima di tutto tutelare i Professionisti nell’ambito sanitario, la cui perdita, oltre ad essere una perdita a livello umano comporta un vuoto di competenze, non colmabile da un giorno all’altro. Questa e molte altre sono state le argomentazioni portate da Anelli e Iandolo.
Il presidente della FNMCeO però, visto il continuo aggravarsi della situazione, si è sentito in dovere di ribadire l’istanza: “L’invito e l’appello al Governo, agli amministratori regionali, è quello di rispettare i medici – afferma Anelli – Di avere rispetto per tutti coloro che sono deceduti oggi per salvaguardare i cittadini”.

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