Continuano le indagini sulla maxi fornitura di mascherine cinesi

Continuano le indagini sulla maxi fornitura di mascherine cinesi. Stando a quanto anticipato dal quotidiano “La Verità”, Arcuri sarebbe indagato per peculato. 

Continuano le indagini sulla maxi fornitura di dispositivi chirurgici di protezione da 1,25 miliardi di euro. Una vicenda, questa, che ruota attorno all’erogazione di 801 milioni di mascherine acquistate dallo Sato nel pieno della prima ondata della pandemia. A tal proposito, il 24 febbraio scorso ci sono stati un arresto e quattro misure interdittive. Si tratta di Edisson Jorge San Andres Solis, posto agli arresti domiciliari. A seguire, Mario Benotti, giornalista Rai in aspettativa, la sua compagna Daniela Rossana Guarnieri, l’imprenditore Andrea Tommasi e Georges Fares Khouzam.

Inizialmente si pensava che l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, fosse stato semplicemente oggetto di illecite strumentalizzazioni da parte degli indagati, volte ad ottenere compensi non dovuti dalle aziende produttrici. Mentre, ad oggi, sembrerebbe stando a quanto anticipato dal quotidiano “La Verità”, che lo stesso Arcuri sia stato iscritto sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per peculato.

Lo scandalo delle mascherine cinesi

A marzo scorso, nel pieno della prima ondata della pandemia, lo Stato italiano ha acquistato 801 milioni di mascherine. A fornire questi dispositivi chirurigici di protezione, tre consorzi cinesi attraverso l’intermediazione di alcune imprese italiane. Tale erogazione, da 1,25 miliardi di euro è stata, però, conclusa dall’ex commissario straordinario, Domenico Arcuri. Infatti, al riguardo, la legge prevede che, al fine di fronteggiare l’emergenza Covid, l’organo commissariale non sia vincolato dall’applicazione dell’ordinaria disciplina in materia di appalti pubblici. Ciò significa che, per quanto riguarda la fornitura dei dispositivi di protezione individuale, si possono stipulare contratti di approvvigionamento anche in via diretta. Quindi, senza il ricorso a procedure pubbliche.

L’acquisto concluso dalla struttura commissariale è avvenuto in tre tranche. La prima il 25 marzo e, le successive, il 6 e il 15 aprile. Inoltre, stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato Benotti a contattare Arcuri. Infatti, quest’ultimo avrebbe sfruttato questa sua personale conoscenza la quale avrebbe permesso agli indagati di avere un vantaggio competitivo sugli altri fornitori nelle primissime fasi dell’emergenza.

Gli indagati

Ci sono accuse a vario titolo nei confronti dei cinque indagati che vanno da concorso in traffico di influenze illecite, riciclaggio, autoriciclaggio e ricettazione. Per quanto riguarda Mario Benotti, quest’ultimo ha sfruttato, quindi, la sua “amicizia” con Arcuri e, con la sua attività di intermediazione, è riuscito a guadagnare 12 milioni di euro. La parte più cospicua delle provvigioni sarebbe andata, però, a Tommasi. L’imprenditore titolare della Sunsky srl, ha incassato 59 milioni di euro. Quest’ultimo, insieme al suo socio Daniele Guidi, si sarebbe occupato dell’aspetto organizzativo nonchè delle spedizioni in Italia del quantitativo considerevole di mascherine previsto. Mentre, Jorge Solis, attualmente agli arresti domiciliari, sarebbe stato in possesso del contratto necessario con la Cina. Solis, inoltre, era anche a conoscenza delle specifiche del prodotto.

Ad oggi, quello che resta da capire e se anche Domenico Arcuri era a conoscenza di tutto o meno. Cioè, se questo sia stato davvero un patto “occulto” o se, anche l’ex commissario straordinario, avesse una qualche colpevolezza. Secondo il quotidiano “La Verità”, sembrerebbe che lo stesso Arcuri sia stato iscritto sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per peculato. Tra lui e Benotti ci sono stati 1280 contatti tra il 6 gennaio e il 6 maggio 2020. Successivamente questi rapporti si sono interrotti. Stando alle indagini, il “gruppo d’affari” ha continuato insistentemente a cercare l’ex commissario per proporre l’acquisto anche di tamponi rapidi, guanti chirurgici e nuove forniture di mascherine.

 

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