Il piano Draghi per i vaccini: in campo Esercito e Protezione civile

Prenotazioni e somministrazioni uguali per tutte le regioni. Le parole d’ordine sono centralità e unità nella gestione dell’emergenza

Tante le novità legate al Governo Draghi.

Cambia tutto e la speranza è che questo possa essere l’inizio. L’inizio della fine.

Il Governo Draghi punta su centralità e unità. Che sia questo il modo giusto per la gestione dell’emergenza?

A stretto contatto

Inizia con le nuove nomine il piano di “guerra” pensato dal Governo Draghi che punta ad una svolta nella gestione della campagna vaccinale.

Alla scelta di Fabrizio Curcio a capo della Protezione Civile si associa la nomina “del maggiore esperto di logistica delle forze armate” Francesco Paolo Figliuolo.

Draghi ha chiesto a Curcio di pianificare un nuovo piano per la campagna vaccinale e intanto ha scelto come Commissario un esperto di pianificazione, un militare, un uomo che lavora contro il Covid da prima che arrivasse in Italia.

L’input è quello di lavorare a stretto contatto, coordinandosi, per far decollare per l’inizio di aprile la campagna di vaccinazione di massa.

L’Italia aspira a contare, nel secondo trimestre, su 64,5 milioni di dosi, oltre 20 milioni al mese.

La parola chiave è “accelerare”. Bisognerà vaccinare il maggior numero di italiani e per farlo servono luoghi e medici per le somministrazioni. Il sistema di distribuzione non deve subire intoppi e per renderlo possibile tutte le regioni devono muoversi nella stessa direzione senza procedere in ordine sparso.

Definire una valida strategia sarà compito della combo Curcio-Figliulo tenendo tra l’altro conto dell’ultima indicazione arrivata dall’Aifa: somministrare una sola dose di vaccino ai due milioni di guariti dal Covid a sei mesi dalla guarigione, senza alcun richiamo.

Resta il nodo delle dosi per gli altri. Draghi ha proposto il modello britannico ovvero di somministrare, per cominciare, una sola dose allo scopo di immunizzare più cittadini.

Il Premier ha messo a punto un piano basato sul lavoro di squadra. La Difesa dovrà collaborare con la Protezione civile. Si aggiungeranno anche i contributi di Luciano Portolano al capo del Comando operativo interforze.

L’obiettivo è uno solo: immunità di gregge prima dell’estate.

Rimodulare e riconsiderare

Accelerare. E per farlo è necessario riconsiderare. Rimodulare.

L’idea è di rimodulare e convertire i Drive Through, le aree in cui i test molecolari sono effettuati dal finestrino dell’auto, sono 142 sparsi in tutta Italia.

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini afferma che saranno messi a disposizione anche per la campagna vaccinale, proprio per ottimizzare i tempi e per “lavorare al massimo. La Difesa è pronta a rimodulare le attività dei Drive Through”.

Nei parcheggi dove si fanno i tamponi drive-in verranno collocati tendoni e container dove medici e infermieri militari potranno procedere alla somministrazione dei vaccini. Un’operazione che oltre ai militari coinvolgerebbe personale e volontari della Protezione civile, della Croce Rossa, dell’Anpas.

Oltre ai Drive Through, saranno essenziali i volontari della Protezione Civile che coordinandosi con le regioni individueranno palazzetti, fiere e altri luoghi adeguati.

Il nuovo piano vaccinale che prevede questa accelerazione dovrebbe partire da aprile.

 

 

 

 

 

 

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