Giulio Regeni, a cinque anni dalla sua scomparsa la verità sembra ancora troppo lontana!

Erano le 19.41 del 25 gennaio del 2016 quando Giulio inviò il suo ultimo sms. Il ‪3 febbraio lungo una strada tra Il Cairo e Alessandria viene ritrovato il suo corpo senza vita. Da allora tante domande, tanti (troppi) appelli inascoltati, per fare giustizia

(L’ennesimo) Appello da un esponente politico

Si unisce agli appelli accorati, ma speriamo non a quelli inascoltati, anche il presidente del parlamento europeo, David Sassoli che in un tweet ha scritto: “Il 25 gennaio, 5 anni fa, Giulio Regeni veniva sequestrato e poi brutalmente torturato e ucciso dalle forze di sicurezza egiziane. Un sentito grazie alla magistratura italiana per l’importante lavoro svolto. Non ci stancheremo mai di chiedere giustizia”.

La situazione attuale

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato: “L’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà, ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”. Insomma, anche Mattarella, sembra richiamare l’attenzione su quello che è sempre stato l’anello debole, ovvero l’aiuto e la collaborazione attiva da parte della autorità egiziane per fare chiarezza e giustizia.

Commissione Regeni

Le attività della Commissione parlamentare sul caso Regeni si sarebbero dovute concludere il 3 dicembre scorso, tuttavia è stata richiesta e ottenuta una proroga fino a ottobre 2021. A tal proposito il presidente della Camera, Roberto Fico, ha dichiarato che le risposte più recenti arrivate della Procura generale del Cairo “rasentano la provocazione e offendono la nostra intelligenza”. Per il presidente della Camera “non possiamo più permetterci ambiguità nei rapporti con l’Egitto”. L’impegno delle istituzioni e della società civile deve essere quello di non far scivolare mai “la questione Regeni verso il dimenticatoio”.

A cinque anni di distanza, dopo migliaia di appelli da parte dei cittadini e politici, dopo aver impiegato impegnato l’intelligence italiana, la diplomazia e creata una commissione parlamentare, sembra di essere ancora al punto iniziale della questione: tanta confusione, poca chiarezza e soprattutto nessuna giustizia per Giulio.

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