Fase 3, Coldiretti: «il crack dei ristoranti vale 3 miliardi»

Effetti pesanti sulla filiera agroalimentare a seguito dei mancati acquisti. Sugli imprenditori ricadono le difficoltà economiche e l’assenza dei turisti stranieri. Se nell’estate dello scorso anno, nel nostro territorio, avevamo 16 milioni di turisti stranieri, oggi il valore rischia di azzerarsi per la preoccupazione legata ai contagi



19 Lug. – Il crollo delle attività dei bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi produce effetti negativi nel settore agroalimentare nazionale. I numeri parlano chiaro: vi è una perdita di fatturato di almeno 3 miliardi per i mancati acquisti in cibi e bevande solo nell’estate 2020. È quanto emerge da una previsione Coldiretti, che sottolinea come i consumi extradomestici per pranzi e cene fuori casa siano in calo del 40% durante i mesi di luglio, agosto e settembre a seguito dell’emergenza da Coronavirus.



I 16 milioni di turisti stranieri, in Italia, nel 2019, oggi rischiano di azzerarsi; un vero e proprio “vuoto pesante”

Una drastica riduzione dell’attività che, evidenzia Coldiretti, si trasferisce sulla mancata vendita di prodotti agroalimentari. In specifici settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta il principale canale di commercializzazione per fatturato. Ad incidere, oltre alla crisi economica e alla diffidenza degli italiani, è in particolare la mancanza del turismo dall’estero con oltre 16 milioni di cittadini stranieri in vacanza in Italia lo scorso 2019, nei mesi di luglio, agosto e settembre; questi 16 milioni rischiano, nell’estate 2020, di azzerarsi per via delle preoccupazioni e per i vincoli resi necessari per affrontare la pandemia. Si tratta, stando a quanto rileva Coldiretti, di un “vuoto pesante” che non viene colmato dallo spirito patriottico degli italiani, che per il 93% hanno deciso di trascorrere le vacanze sul territorio nazionale. Questo 93% rappresenta la percentuale più elevata, da almeno 10 anni, stando ad un’analisi Coldiretti/Ixe’, dalla quale emerge che sono 34 milioni i cittadini del Belpaese che hanno deciso di andare in ferie per almeno qualche giorno.



Un’estate tutta italiana, senza stranieri, ha degli effetti negativi anche sul settore alimentare

L’estate senza turisti stranieri ha effetti sull’intero indotto turistico, a partire dall’alimentazione, la quale nel nostro Paese, avverte Coldiretti, pesa circa 1/3 sul budget complessivo delle vacanze dei turisti per i pasti nei ristoranti e per l’acquisto di souvenirs. A questi danni diretti, Coldiretti rileva anche gli indiretti che coincidono con la mancanza dell’effetto promozionale sui prodotti Made in Italy all’estero, con i turisti stranieri che continuano a ricercarli incessantemente, una volta ritornati nei loro Paesi di origine imprimendo una spinta all’export nazionale.

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Alcuni dati sul turismo enogastronomico italiano

L’Italia è il leader mondiale nel turismo enogastronomico grazie al primato dell’agricoltura più “green” d’Europa con 303 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel “bio” che si traduce in 60mila aziende agricole biologiche e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica.