Lavoro, Cnel: «Con il Covid si rischia una situazione esplosiva»

Rapporto sul mercato dell’occupazione, la situazione rischia di diventare esplosiva con l’interruzione della cassa integrazione e lo stop al blocco dei licenziamenti



10 Gen.- Martedì 12 gennaio verrà presentato dal presidente del Cnel, Tiziano Treu, il rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020. Dal documento emerge che la situazione del mercato del lavoro, già peggiorata con le restrizioni imposte a causa dell’epidemia, rischia di diventare esplosiva con l’interruzione della Cig Covid e con la fine del blocco dei licenziamenti. Si teme un aumento del lavoro nero, mentre cresceranno le difficoltà di inserimento nel mercato per giovani e donne.




La denuncia del Cnel

Nel rapporto il 2021 viene presentato come un anno che inizia “con più ombre che luci”  e vengono resi noti dati preoccupanti. La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta o che non hanno visto rinnovare il contratto. Il rischio è che una parte degli esuberi, non riuscendo a trovare un’occupazione in regola, possa essere “assorbita” dall’economia sommersa andando ad incrementare la quota, già aumentata negli ultimi anni, di lavoro nero.

I dati più drammatici riguardano l’occupazione giovanile con 2 milioni di Neet. Non destano minore preoccupazione l’inadeguatezza del sistema scolastico, l’aumento della povertà e delle disuguaglianze. “La crisi prodotta dal Covid e dai provvedimenti adottati per contrastare l’emergenza sanitaria, ha alterato in profondità il funzionamento del mercato del lavoro come dell’economia, con impatti diversificati per settori, per territori e per gruppi sociali, allargando divergenze e diseguaglianze storiche. Le fratture provocate da questa pandemia seguono linee diverse da quelle presenti in altre crisi, perché non sono correlate con gli usuali parametri economici bensì alle connotazioni strutturali e organizzative che determinano la maggiore o minore esposizione di ciascuna realtà al rischio di contagio. Infatti, gli impatti più gravi si sono verificati non nelle attività manifatturiere, ma in settori ad alta intensità di relazioni personali come il turismo, la ristorazione, le attività di cura, e i servizi in genere”, sostiene Treu.



Salute e lavoro

“L’esplosione del lavoro digitale a distanza ha modificato i luoghi e il tempo delle attività umane.  È cresciuta la interdipendenza fra lavoro, salute e contesto ambientale. Si è resa, per questa via, evidente la necessità di integrare fra loro politiche del lavoro, istituti della salute e cambiamenti del contesto socioeconomico”,  ha proseguito il presidente del Cnel, auspicando interventi coordinati tra mondo della sanità e del lavoro. La capacità dei sistemi sanitari di affrontare l’emergenza, infatti, ha fatto la differenza nell’impatto della pandemia nei vari Paesi, e spesso nei diversi territori, e l’efficacia degli interventi ha contribuito a limitare la durata delle misure restrittive come il lockdown.

La pandemia che ha messo in luce le difficoltà del nostro sistema sanitario, ha altresì evidenziato la necessità di rinnovare il mondo sociale e del lavoro. “Gli ambiziosi obiettivi di carattere economico indicati dalla transizione digitale e ambientale devono essere accompagnati da misure altrettanto ambiziose per la innovazione sociale e nel modo del lavoro l’urgenza di rafforzare le misure sociali di accompagnamento alle persone nelle transizioni è testimoniata dalle ricerche, comprese recenti analisi condotte dal Censis per il CNEL, ove si mostra come le prospettive di ripresa sociale e personale dalle ferite della pandemia siano più complesse dei processi di mera ricostruzione economica e richiedano quindi misure altrettanto complesse di protezione e di promozione umana”, ha concluso Treu.