Entra in vigore l’accordo agroalimentare tra Ue e Cina

Entra ufficialmente in vigore l’accordo agroalimentare tra l’Ue e la Cina firmato il 14 settembre scorso. Sono 200 i prodotti tutelati sui rispettivi mercati.

Il 1 marzo è entrato ufficialmente in vigore l’accordo bilaterale tra Bruxelles e Pechino sulle Indicazioni Geografiche (IG). Tale intesa, dunque, prevede la tutela di circa 200 prodotti agroalimentari europei e cinesi. L’obiettivo è quello di proteggere i più importanti nomi iconici di questo settore, dall’imitazione e usurpazione nei rispettivi mercati. Una scelta il cui intento non è solo quello di tutelare il patrimonio enogastronomico dell’Europa e della Cina, ma vuole anche difendere i consumatori dalla contraffazione alimentare. É necessario introdurre gli utenti a prodotti di qualità autentica, provenienti dalle due aree geografiche dei firmatari. Nel corso dei prossimi quattro anni, fino al 1 marzo 2025, l’accordo continuerà ad espandersi. L’intesa coprirà altri 350 nomi di IG di entrambe le parti.

Un accordo raggiunto dopo lunghi negoziati

La cooperazione tra l’Unione Europea e la Repubblica popolare cinese nel settore delle Indicazioni Geografiche, è iniziata nel 2006 ed è stata il frutto di lunghi negoziati. Inizialmente l’accordo prevedeva la tutela di circa dieci prodotti provenienti da entrambe le parti. La nuova intesa, firmata da Pechino e Bruxellese il 14 settembre scorso, ha ricevuto il sostegno del Parlamento europeo l’11 novembre. Quest’ultimo, ha dato il suo consenso con 645 voti favorevoli, 22 contrari e 18 astensioni. La decisione favorevole del Consiglio Europeo è arrivata, invece, il 23 novembre con la conseguente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 3 dicembre 2020. Il 1 marzo, questo accordo che prevede la mutua protezione di 100 prodotti IGP e DOP europei e altrettanti provenienti dalla Cina, è finalmente entrato in vigore.

Bisogna sottolineare che la Cina nel 2019, è stata la terza destinazione per i prodotti agroalimentari dell’Ue, per un valore di 14,5 miliardi euro. É stata inoltre, la seconda destinazione per le esportazioni dell’Unione Europea di prodotti protetti da IG. Questi, rappresentano il 9% in valore e comprendono vini, alcolici e altri prodotti agroalimentari. Peter Altmaier, ministro federale tedesco dell’Economia e dell’energia e Presidente del Consiglio nella formazione “Commercio”, ha voluto ribadire l’importanza e l’obiettivo di tale accordo, il primo, in assoluto, con la Cina per la protezione reciproca delle Indicazioni Geografiche. “I prodotti europei godranno di una migliore protezione sul mercato cinese rispetto a prodotti simili la cui origine non è precisata dall’indicazione geografica. Si aiuteranno, così, le esportazioni europee verso la Cina e se ne rafforzerà la posizione di mercato”.

L’Italia in “pole position”

L’Italia non poteva non stare in pole position con ben 26 denominazioni che la rendono il Paese più rappresentato. Alcuni dei prodotti della Penisola che verranno giuridicamente protetti sul mercato cinese sono, il pecorino romano, il prosciutto di Parma, il San Daniele e l’aceto balsamico di Modena. Nella lista dei prodotti agroalimentari europeei, oltre quelli italiani, ci sono anche lo Champagne, la Feta, l’Irish Whisky , il Queso Manchego e molti altri. Mentre, tra i prodotti IG cinesi, ci sono alcuni tipicità della cucina mandarina come il Pixian Dou Ban e Anqiu Da Jiang. Si tratta di due aree geografiche ricche di tradizioni culinarie e culturali dove è necessario che anche l’autenticità dei prodotti venga tutelata e protetta.

 

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