Cina, multa record per Alibaba: quasi 3 miliardi di dollari

La Cina multa Alibaba per aver violato le regole della concorrenza: la somma è da record, raggiunge quasi i 3 miliardi di dollari

L’organismo di vigilanza del mercato di Pechino ha iniziato ad indagare su Alibaba Group a dicembre. Secondo il regolatore, Alibaba, avrebbe ostacolato la concorrenza nella vendita al dettaglio online in Cina e forzato i venditori a firmare contratti esclusivi.

Alibaba.com

Alibaba Group è una multinazionale cinese privata con sede ad Hangzhou. Nasce nel 1999 quando l’insegnante di inglese Jack Ma crea il portale B2B Alibaba.com, una piattaforma che mette in contatto le aziende manifatturiere cinesi con acquirenti d’oltreoceano.
Alibaba.com è una piattaforma di eCommerce per le piccole aziende ed è il cavallo di punta dell’Alibaba Group.
Mette in contatto milioni di acquirenti e fornitori in tutto il mondo, aiutando le piccole aziende a trovare aziende manifatturiere, esportatori e grossisti.
I venditori offrono qualsiasi tipo di prodotto sul sito. Si va dagli indumenti ai prodotti elettronici, cosmetici, prodotti per l’agricoltura e cibo, fino a ricambi di apparecchi industriali e utensili.
Alibaba.com offre oltre 50 categorie merceologiche ed è disponibile in oltre 190 paesi.
Nel 2012 due dei principali portali di Alibaba hanno gestito 170 miliardi di dollari in vendite, una donna maggiore delle vendite combinate su eBay e Amazon.

L’indagine Antitrust

Le autorità antitrust cinese avevano già avviato un’indagine su Alibaba Group per “sospette pratiche monopolistiche“.
Le accuse rivolte all’e-commerce di Jack Ma includevano la messa in atto di un “accordo di negoziazione esclusiva” che consiste nella richiesta ai venditori di offrire esclusivamente i loro prodotti solo sulle piattaforme Alibaba.
Una pratica già oggetto di reclamo nel 2017, da parte della rivale JD.com, ma che Alibaba aveva negato.
L’indagine su Alibaba non indica che la Cina abbia cambiato il suo atteggiamento favorevole e incoraggiante verso le piattaforme Internet. L’indagine invece contribuirà a garantire la salute e lo sviluppo del settore Internet” ha affermato in un editoriale il Quotidiano del Popolo, la ‘voce’ del Partito comunista cinese.
Stavolta invece, Alibaba Group ha confermato di aver ricevuto la notifica dell’Amministrazione per l’avvio dell’inchiesta sulla società ai sensi della legge antimonopolio. Ha dichiarato che collaborerà attivamente con le autorità di regolamentazione dell’indagine.

La Cina non si ferma . “La multa da record mette il regolatore sotto i riflettori dei media e invia un segnale forte al settore tecnologico. Tali tipi di condotta non saranno più tollerati” ha spiegato Angela Zhang del Center for Chinese Law presso l’Università di Hong Kong.

La Cina ha multato Alibaba

È arrivata a termine l’indagine durata circa quattro mesi per “sospette pratiche di monopolio”. L’autorità antitrust cinese ha annunciato di aver imposto una multa da record, di 18,2 miliardi di yuan (circa 2,78 miliardi di euro), alla nota aziende di e-commerce.

Tra le altre cose, Alibaba è ritenuta colpevole di forzare i venditori a firmare contratti esclusivi per prevenire che i beni venduti sulla piattaforma della società vengano venduti anche su piattaforme concorrenti.

L’Amministrazione Statale Cinese per la Regolamentazione del Mercato (SAMR) ha affermato che questa politica “soffoca la concorrenza nel mercato al dettaglio online. Viola le attività dei commercianti sulle piattaforme e i diritti e gli interessi legittimi dei consumatori” secondo una traduzione della CNBC.

Secondo il New York Times “difficilmente la multa inciderà concretamente sulle fortune di Alibaba“, dato che corrisponde a circa il 4% delle sue entrate annuali in Cina. Con una dichiarazione, la società, ha fatto sapere di accettare la multa. Inoltre dovrà presentare al SAMR rapporti di autoesame e conformità per tre anni.

Vuoi condividere questo articolo?