Brexit, Primi effetti in Uk. Scaffali vuoti nei supermercati e ritardo nelle consegne

A due settimana circa dell’entrata in vigore della Brexit, nel Regno Unito si intravedono i primi intoppi e ostacoli burocratici. I problemi riguardano scaffali vuoti dei supermercati, frutti di mare bloccati alla dogana francese e i sandwich al prosciutto confiscati



13 Gen. – Le conseguenze della Brexit iniziano ad essere sempre più evidenti nel Regno Unito. A colpire sono soprattutto gli scaffali vuoti dei supermercati in alcune aree del Paese, in particolare in Irlanda del Nord, visto che alcuni beni alimentari d’importazione europea sono rimasti fermi per ore in attesa di controlli. Ci sono quintali di frutti di mare bloccati alla dogana francese, sandwich al prosciutto confiscati ai camionisti in transito in Olanda e tariffe extra sui prodotti provenienti dal Ghana. Con la conseguenza che i primi due carichi di cacao, tonno e banane provenienti dal paese africano sono stati sottoposti a dazi pesanti. È questo il risultato dell’applicazione delle regole dell’accordo post-Brexit, che stabilisce zero dazi e tariffe, ma che implica comunque un numero significativo di dichiarazioni doganali e anche qualche divieto. Soprattutto per alcuni prodotti che non possono più entrare liberamente dal Regno Unito nell’Unione europea. Questo è il caso, per esempio, di carni e a formaggi e latticini che, per questione di sicurezza, devono essere controllati preventivamente dalle autorità.



Scongiurati gli ingorghi stradali ma ritardi nella fornitura di alcuni alimenti d’importazione europea

Per il momento sono esorcizzati gli ingorghi stradali in prossimità della Manica. Ma le conseguenze della Brexit affiorano sempre più evidenti nel Regno Unito. A cominciare dai ritardi che sta registrando un numero crescente di supermercati del Regno per la fornitura di alcuni alimenti d’importazione europea. Secondo il Daily Mail, quotidiano britannico, iniziano per esempio a scarseggiare frutta e verdura fresca. Difficoltà analoghe per commercianti nord irlandesi, con i prodotti provenienti dalla Gran Bretagna. Secondo l’accordo, Belfast è rimasta infatti allineata agli standard sui beni UE, per garantire il mantenimento del confine aperto con Dublino come stabilito dagli accordi di pace del 1998. Dunque le spedizioni vengono sottoposte a controlli e dichiarazioni amministrative domestica anche nella circolazione interna al Regno Unito.



Brexit, Cosa prevede l’accordo fra Regno Unito e Unione Europea

A livello commerciale ,l’accordo prevede la creazione di una zona di libero commercio con una cooperazione a livello di regolamentazione e controlli doganali. Nessuna tariffa, dazio o restrizione quantitativa in tutto il settore dei beni. Ma la merce esportata deve soddisfare i requisiti per ottenere l’origine UE secondo le regole stabilite. Rimane comunque la possibilità del Regno Unito di fare accordi commerciali con Paesi extra-UE senza vincoli. Le aziende britanniche potranno avere un accesso preferenziale al mercato europeo e viceversa, almeno rispetto alle regole stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Una delle questioni più spinose nel raggiungimento dell’accordo, la pesca, è stata alla fine regolamentata. Prevedendo che le imbarcazioni europee riducano del 25% il pesce pescato nelle acque britanniche per i prossimi cinque anni e mezzo. Per quanto riguarda la circolazione interna, fine della libertà di circolazione sia per i cittadini UE nel Regno Unito sia per i cittadini britannici in UE. Il Regno Unito non parteciperà più all’Erasmus e ad altri programmi di scambio europeo. Infine il Paese non sarà più soggetto alla giurisdizione della Corte di Giustizia