Crisi Alitalia, in salita l’accordo con Ue

Il dossier è passato al vaglio del nuovo Governo Draghi, che intende accelerare. L’obiettivo è sbloccare la crisi in tempi più rapidi

Tra i vari dossier arrivati sul tavolo del neo Presidente del Consiglio Mario Draghi quello su Alitalia. La crisi, resa ancora più difficile dalla pandemia, ha ridotto notevolmente il traffico aereo. Un impatto non indifferente sul settore occupazionale e le ricadute logistiche nel Paese ed anche per le conseguenze nei rapporti con la Commissione europea.

La crisi Alitalia si trova in una fase piuttosto delicata. Il mese di marzo, infatti, si è aperto con un incontro istituzionale tra il Presidente del Consiglio e i ministri Daniele Franco (Economia), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Enrico Giovannini (Infrastrutture) e Andrea Orlando (Lavoro). Una nuova riunione sul dossier Alitalia conferma quanto le decisioni siano urgenti. Il governo mira ad arrivare al vertice con proposte tali da evitare un ‘’no’’ di Bruxelles.

È certo che Mario Draghi non intende esporsi a un braccio di ferro con Bruxelles. La diplomazia è ai massimi livelli.

La crisi di Alitalia

La famosa compagnia aerea potrebbe non superare la crisi economica. Inaspritasi con la pandemia. Un impatto non indifferente sul settore occupazionale e le ricadute logistiche nel Paese ed anche per le conseguenze nei rapporti con la Commissione europea. Una crisi senza precedenti, con voli fermi e aeroporti vuoti da mesi. E ancora con i nuovi divieti agli spostamenti tra regioni sembra non esserci altra speranza.

La particolare situazione provoca disagi enormi anche per i propri dipendenti, che a febbraio non si sono visti accreditare gli stipendi. Sono 11.000 i dipendenti coinvolti nei ritardi dei pagamenti. La compagnia comunica di trovarsi in una “difficoltà estrema”, senza soldi liquidi nelle casse. Tanti anche quelli in cassa integrazione. Ma ancora, a pagarne le conseguenze: i fornitori dell’azienda e la rassegna stampa ufficiale.

La compagnia aerea da sempre aiutata dal governo nei momenti di crisi, stavolta non riceverà l’aiuto dell’esecutivo. Sembra che non arriveranno nuovi fondi dall’Europa. Bruxelles rifiuta di aiutare nella ripresa la compagnia aerea italiana, perché, secondo le parole del vicepresidente della Commissione Europea ‘’i fondi per il sostegno alla ripresa andranno a quelle aziende che prima dello scoppio della pandemia erano economicamente sane’’. E questo non il caso di Alitalia, in crisi da ben prima dell’anno passato. La proposta è quella di fare a pezzi la compagnia per venderla all’estero al migliore offerente.

Il Governo Draghi per Alitalia

La crisi di Alitalia, passa nelle mani del Governo Draghi. L’obiettivo è di sbloccare la questione della compagnia di volo nazionale al più presto.

Il vertice mette in luce alcune priorità: cambiare passo a livello temporale, garantire i dipendenti Alitalia in amministrazione straordinari, avviare l’attività di ITA, studiare un piano da presentare all’Antitrust UE.  Per quest’ultimo punto secondo alcune fonti il presidente del Consiglio avrebbe contattato telefonicamente la commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, con la quale l’incontro ad hoc sarebbe slittato verso la fine della settimana.

Prima di questo, è necessario decidere come effettuare il trasferimento degli asset dalla vecchia compagnia alla nuova Ita. L’ipotesi è di presentare una soluzione intermedia. Tra la richiesta europea di forte discontinuità con Alitalia e l’avvio più repentino dell’operatività della newco.

Questa la via che sembrerebbe voler seguire l’esecutivo. Un’idea di discontinuità, la divisione a pezzi: da una parte il passaggio con vendita diretta da cedere con trattativa riservata da Alitalia a ITA, in base al suo piano industriale, e dall’altra asset, manutenzione, handling e loyalty resterebbero al commissario per essere sottoposte a gara.

La compagnia di volo, nella nuova denominazione ITA, dovrebbe decollare in estate, per non perdere l’occasione della potenziale ripartenza dei viaggi. Nel plan di dicembre si prevedevano circa 52 aerei e 5.200 dipendenti. Ma La newco sta lavorando a una revisione del piano. Con l’ideazione di una compagnia ancora più piccola (43-45 aerei, 2.500-3.000 dipendenti). L’indiscrezione poi, che i 3 miliardi di capitale pubblico già stanziati potrebbero essere significativamente ridotti (1-2 miliardi al massimo).

Ci si chiede cosa accadrà e quali potrebbero essere le mosse del nuovo Governo. L’argomento della crisi di Alitalia si fa infuocato. Con Draghi e i nuovi ministri, le prossime settimane daranno davvero una svolta? Tanti, però, sono ancora gli ostacoli sulla via del rilancio. In primis, il via libera da Bruxelles al nuovo piano, che deve assolutamente essere in discontinuità con la precedente gestione Alitalia.

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