Covid, Inchiesta dell’Ordine di Roma per medici no vax. Sileri: «Se hanno ancora dubbi, hanno sbagliato lavoro»

Sotto accusa 13 medici negazionisti e no vax. Rischio sanzioni disciplinari e sospensioni



28 Dic. – L’Ordine dei medici di Roma ha disposto un’inchiesta nei confronti di 13 medici che hanno espresso pubblicamente posizioni contrarie ai vaccini. Le segnalazioni sono arrivate da parte di colleghi e pazienti. In particolare si tratta di 10 colleghi che hanno dichiarato di essere no vax e 3 invece negazionisti per quanto riguarda il Covid, considerato al pari di un’influenza. Per questo sono sottoposti ad un procedimento disciplinare. La procedura prevede che i medici giustifichino e presentino delle spiegazioni con motivazioni scientifiche a supporto di quanto affermato, che vengano poi valutate da un’apposita commissione dell’Ordine che deciderà se andare avanti, arrivando ad un’eventuale sanzione o archiviare. ”Abbiamo fatto delle domande precise a questi medici e stiamo aspettando le risposte. Rischiano sanzioni che vanno dall’ammonimento alla censura, fino alla sospensione dell’attività e alla radiazione nei casi più gravi”, ha spiegato Magi. “Per i primi 10, i no vax, la procedura si è conclusa in alcuni casi con l’archiviazione, perché alcuni si sono ‘pentiti’, in altri invece con una sanzione, che è andata dalla censura all’ammonimento fino alla sospensione per 1-2 mesi”. Per i 3 negazionisti del Covid invece il procedimento è ancora aperto.



Sileri: ”Se i medici hanno dei dubbi sul vaccino hanno sbagliato lavoro”

Con la campagna di vaccinazione, i primi a ricevere il vaccino sono stati medici, operatori sociosanitari e anziani all’interno delle RSA, così come predisposto dal ministero della Salute. Riguardo l’obbligatorietà o meno del vaccino, per il vice ministro della Sanità, Pierpaolo Sileri, non ci sono dubbi: “Rimango perplesso quando sento di colleghi medici o infermieri restii a farsi il vaccino. Posso capire il cittadino che magari non ha delle basi scientifiche consolidate e non ha studiato medicina e può avere una certa riluttanza a farsi il vaccino, ma penso francamente che quei medici e quegli infermieri, se hanno ancora dei dubbi dopo aver visto ciò che è accaduto, probabilmente hanno sbagliato lavoro”. Sulla stessa linea di pensiero, Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, che pone l’accento sull’importanza di una campagna di comunicazione che possa informare il cittadino sul vaccino. ‘La campagna di comunicazione è in partenza e sui siti di Iss, Ministero e Aifa si possono trovare fonti corrette per informarsi”. Ma se ci rendessimo conto che c’è un rifiuto che non si riesce a superare credo andrebbe considerato l’obbligo. Non si può stare in una Rsa, dove dovresti lavorare per la salute delle persone ospitate, e mettere la loro salute a rischio”.




Un centinaio i medici italiani considerati negazionisti rispetto ai vaccini

Il presidente della federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ha stimato circa cento medici no vax su 400 mila complessivi. “Le sanzioni variano caso per caso. Un conto è esprimere privatamente un’opinione, un conto è fare proselitismo contro i vaccini, che inevitabilmente incide sull’esercizio della professione. Un medico non può turbare il rapporto con il paziente, né mettere in dubbio le libertà scientifiche”, ha spiegato Anelli. Secondo il principio di base dell’ordinamento giuridico, ognuno è libero di fare ciò che vuole, a patto di non arrecare danno agli altri. Dunque se i medici non vogliono essere vaccinati contro il Covid, possono scegliere di non vaccinarsi ma non possono esporre gli altri a rischio. Da qui può scattare l’obbligatorietà. In caso contrario il loro datore di lavoro può non essere obbligato a farli lavorare. A spiegarlo, Amedeo Santosuosso, professore di diritto, scienza e nuove tecnologie presso l’Università degli studi di Pavia.