Coronavirus, Inghilterra ed Italia a confronto: Il Regno Unito torna sulla divisione in zone

Nel mondo la pandemia non arresta la sua corsa, sebbene forse in lieve rallentamento, continua a mietere vittime, per cui, in risposta all’emergenza dilagante, anche il Regno Unito sembra destinato a ritornare ad una divisione in zone



24 Nov.- Nelle ultime settimane ha suscitato amara ironia, mista ad inevitabile scontento, la divisione in zone operata dal governo italiano. Sebbene tutti, governatori e cittadini, appaiano decisi a rispettare le regole, ciascuno dalla propria zona colorata, i timori e le incertezze si fanno crescenti, soprattutto con l’avvicinarsi delle festività natalizie. Tuttavia, con specifico riferimento a quest’ultimo punto, parole di speranza giungono proprio dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse – ha dichiarato il Premier nella serata di ieri, nel corso del programma televisivo “Otto e mezzo”, condotto dalla giornalista Lilli Gruber -. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il Ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile”.




La divisione in zone dell’Inghilterra

Mentre i media italiani trasmettono le parole del Premier Conte, trasudanti un’ormai insolita fiducia verso il futuro e verso la possibile fine di queste restrizioni, in altre parti del mondo qualcuno sta per dare inizio ad uno step successivo, fatto di ulteriori misure restrittive. Nello specifico l’Inghilterra di Boris Johnson. Il Primo Ministro del Regno Unito, dal suo profilo Twitter annuncia la fine del lockdown per il prossimo 2 dicembre, e il ritorno della divisione a più livelli, dopo una forma di gestione simile operata già nella scorsa estate. Le zone previste saranno 3, ciascun livello sarà caratterizzato da misure diverse in base alla maggiore o minore presenza del virus.




In generale, sebbene vi saranno sostanziose variazioni in alcuni ambiti da una zona all’altra, gli inglesi assisteranno al ritorno della “regola del sei”, il che significa che le persone potranno vedersi, ma con limitazioni in termini di numero di individui, che non dovranno essere superiori a sei. Sarà inoltre concessa la riapertura anche di negozi non essenziali, i parrucchieri, le palestre e le strutture per il tempo libero. Potrà riprendere il culto collettivo, e quindi eventi come matrimoni,  gli sport all’aria aperta, sempre nel rispetto del distanziamento sociale e delle limitazioni per quanto riguarda le persone coinvolte. Il precedente coprifuoco delle 22:00 per pub, bar e ristoranti verrà esteso alle 23:00, con gli ultimi ordini alle 22:00. Quest’ultimo punto, in particolare, riscontra un’eccezione nel livello 3, dove questi saranno chiusi, e dove verrà concesso solo il cibo da asporto.

Tuttavia, sarà concessa “un’esenzione” dalle restrizioni, limitata a 5 giorni festivi in occasione delle festività natalizie, in tutto il Regno Unito. Anche le parole di Boris Johnson, circa i risvolti futuri, sembrano trasudare fiducia. “Nei nostri cuori sappiamo che in primavera avremo successo“, ha dichiarato, infatti, il primo ministro britannico oggi, in video collegamento alla Camera dei Comuni, facendo riferimento ai progressi sui vaccini e alla promessa di estensione dei test a livello di massa nel Regno.