Scuola, Le minigonne diventano un caso. Il parere dell’esperta: «Il problema è l’assenza di rigore»

Vacirca, docente di moda, interpellata sulla questione: “Bisogna conoscere bene la questione. Proporrei un dress code come all’estero”





19 Sett. – Una voce fuori dal coro, è quella che si è alzata nelle ultime ore a margine della vicenda del Liceo classico “Socrate” di Roma.
Hanno fatto discutere le dichiarazioni di  Silvia Vacirca, docente di storia del costume e della moda, rilasciate all’AGI.





Questione di modelli e senso di ribellione

Il primo punto affrontato è quello del modello seguito dalle ragazze della generazione odierna, forse troppo poco rispettose del rigore, che invece fino a qualche anno fa, era imposto alle giovani studentesse. “Oggi c’è poco decoro e molta sfacciataggine tra le adolescenti. La preoccupazione della vicepreside, pur fuori dal tempo, può essere ritenuta comprensibile. Il modello femminile di oggi è diventata la Lolita” afferma Silvia Vacirca, dopo la richiesta da parte della vicepreside dell’istituto capitolino di non indossare gonne troppo corte, che ha scatenato polemiche molto forti.
 Analizzando la reazione di alcune alunne che hanno deciso di protestare per la decisione della vicepreside indossando proprio abiti corti e short, Vacirca espone il suo punto di vista, secondo il quale:“Lo riconosco come un gesto spavaldo più che di ribellione, fatto con la consapevolezza che possa ottenere un consenso dalla società. Un atteggiamento tipico degli adolescenti essere insofferenti all’autorità”.





Regole prestabilite e conoscenza della situazione

Un altro tema toccato con grande attenzione è quello della “effettiva questione, la docente infatti ha affermato:“Prima di lanciarsi in giudizi affrettati, e forse eccessivi, bisognerebbe conoscere bene la situazione e tutte le sue sfaccettature”.
Non solo conoscenza, ma anche stabilire un dress code che possa evitare polemiche:“Considero  auspicabile la presenza di un regolamento interno, un dress code che decida come a scuola ci debba essere un limite. Anche perché le uniformi credo siano divertenti e consentano agli studenti di sentirsi parte di un gruppo”.





Senso del decoro e cenni storici

 Vacirca racconta anche dell’importanza dell’uniforme nel corso della Storia e di come all’estero sia, ancora adesso, una prerogativa molto in voga nelle scuole.
Anche in Italia:”Ci sono diverse testimonianze che raccontano come si andasse a scuola con il grembiule nero, il colletto bianco e il fiocco blu, mentre il grembiule nero indicava rigore e disciplina”.
La rivoluzione sessuale del ’68, con l’abbandono graduale dell’obbligatorietà del grembiule, ha introdotto un ulteriore principio di democratizzazione, che ad oggi sembra essere inarrestabile con il “modello Instagram”.
Vacirca, infatti, sostiene che:“Al momento, con l’avvento delle influencer c’è un grande uso degli short e delle minigonne con disinvoltura incredibile. Le ragazzine appaiono spesso tutte uguali. C’è minore decoro e maggiore sfacciataggine.  C’è questa immagine asessuata di ninfa che ha qualcosa di inquietante”.
Molto importante, secondo la docente, sarebbe riportare in auge quel “senso di decoro che oggi si è perso e che rappresenta un sintomo di una società decadente”.