Beirut, Potenti esplosioni al porto. Vittime e centinaia di feriti

Due forti esplosioni a distanza di pochi minuti hanno distrutto il porto di Beirut. Si parla di 35 vittime e centinaia di feriti, tra cui anche un militare italiano di un’unità del contingente Unifil in Libano. Molte le persone ancora sotto le macerie



4 Ago. – Dalle ore 17:30 circa sono iniziati a circolare sui social network video e foto delle due forti esplosioni che hanno distrutto il porto di Beirut, in Libano. Si parla almeno di 10 morti e centinaia di feriti, come ha riferito il segretario generale della Croce Rossa, George Kettaneh, non potendo però indicare, al momento, un numero preciso. Nell’esplosione è rimasto coinvolto un team della missione Unifil. A confermarlo lo Stato maggiore della Difesa. Risulta ferito uno dei militari italiani, ma non è grave. Ancora non è chiara la dinamica dei fatti. Secondo testate locali si potrebbe trattare di un incidente in un magazzino che stoccava nitrato di sodio, materiale utilizzato per ordigni esplosivi e sequestrato un anno fa. Non è comunque da escludere l’ipotesi di bombe israeliane, come riportano alcuni residenti da Beirut, che hanno colpito un magazzino di armi degli Hezbollah. La notizia, però, per ora, non trova conferme e non è stata presa molto in considerazione. Ad alimentare i dubbi su di un possibile attacco israeliano sono gli aerei che hanno sorvolato la zona pochi secondi prima delle esplosioni, ma soprattutto i recenti scontri tra Israele e Libano nel sud del Paese dei Cedri. Un botta e risposta che la scorsa settimana è sfociato in un duro conflitto a fuoco. I danni provocati dalle esplosioni di oggi sono ingenti. La zona della città più vicina è stata completamente devastata. Armenia street e i quartieri limitrofi al centro sono stati rasi al suolo. Danneggiati palazzi, distrutti vetri anche a chilometri di distanza dal luogo, ribaltate automobili a causa dello spostamento d’aria. Il tutto alla vigilia del verdetto del tribunale dell’Onu che tra tre giorni si pronuncerà riguardo all’attentato del 2005 che ha ucciso l’ex premier Rafiq Hariri.



Ospedali in tilt

Anche se ancora non è possibile fare una stima certa di vittime e feriti, risulta che in centinaia di persone si sono presentate al pronto soccorso, sanguinanti. In molti sono stati rimandati a casa per lasciare spazio ai casi più gravi. In tanti, compresi bambini, sono dunque in attesa di essere curati. Numerose le telefonate dei capi di stato provenienti da tutte le parti del mondo. Nelle ore successive alle esplosioni il Presidente della Repubblica, Michel Aoun, è stato contattato dall’Emiro del Qatar, al Thani, che ha promesso l’arrivo nei prossimi giorni di una struttura ospedaliera da campo per contrastare l’emergenza crescente e per correre in aiuto delle strutture sanitarie distrutte dalla detonazione. Cordoglio è stato espresso anche dal ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. “Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in Libano”, questo quanto è stato detto in lacrime dal governatore della capitale libanese, Marwan Abboud.